Nocera: «Per quest’anno abbiamo finito, ma il mio sogno azzurro non si spegne»
Rugby. Il pilone carpigiano classe 1999, gioca nelle Fiamme Oro: «Ora sono in caserma, mi manca la famiglia»
l’intervista
Il Covid 19 miete la “seconda vittima” nel rugby ed anche il campionato italiano chiude i battenti preceduto dalla cancellazione del mondiale Under 20 che si sarebbe tenuto fra Calvisano, Viadana e Parma. La decisione della FIR di interrompere il TOP 12 e di non assegnare lo scudetto arriva per l’impossibilità di stabilire una data per la ripresa del campionato, fermo dal 15 febbraio.
Matteo Nocera, classe 1999, è un giocatore di rugby nazionale con esperienza internazionale nato a Carpi e anche lui ha visto concludersi anzitempo la seconda stagione nella squadra della polizia di stato, le Fiamme Oro Rugby, team che occupava in coabitazione la seconda posizione in classifica dietro la capolista Delta Rovigo Rugby.
Campionato finito?
«Gia’, un peccato stavamo andando bene, secondi a 44 punti, gli stessi di Valorugby Emilia e Kawasaki Calvisano a sole sette lunghezze dalla capolista. Purtroppo l’emergenza non ci permette di allenarci in gruppo ed il rugby è uno sport di squadra, soprattutto nel mio ruolo di pilone destro in mischia bisogna essere coesi per poter raggiungere il possesso».
In questi giorni sei a Carpi o in caserma?
«Sono in caserma, stiamo rispettando le direttive del decreto. Mi alleno in camerata, ci hanno dato una tabella da seguire per mantenerci in forma e personalmente una dieta visto il ruolo che ricopro e la mia struttura fisica, adesso sono 125 chili di peso. Mi manca la mia famiglia che è a Carpi, vediamo se più avanti ci sarà la possibilità di salire per abbracciare i miei famigliari».
Pur essendo giovane hai già un bel palmares .
«Ho percorso tutto il settore giovanile con la maglia azzurra, Under 17, 18 e 20. Quando ero tesserato per il Modena Rugby 1965 ho fatto due anni di accademia zonale a Remedello e poi un anno nell’Accademia “Ivan Francescato”. Successivamente il passaggio a Roma fra le file delle Fiamme Oro Rugby».
Hai due presenze nelle Zebre, franchigia del nord ovest: un ulteriore step della tua crescita come giocatore?
«Sì, una bella esperienza, un livello superiore con un ritmo alto. Sono attualmente un permit player, con loro ho giocato due volte, potersi allenare lì è stato importante con giocatori di livello da cui apprendere».
Sei nelle Fiamme Oro come giocatore ma sei anche un agente di polizia. Come si dividono le due cose?
«Vivo la caserma da atleta, mi alleno costantemente come giocatore, non siamo in servizio effettivo anche se siamo attrezzati di ogni cosa per prestare servizio. Una volta terminata la carriera sportiva dovrò fare il corso di aggiornamento per poi essere destinato al servizio ordinario come agente di polizia»
Sogni nel cassetto?
«Beh, la Nazionale italiana e il Sei Nazioni sono il mio obiettivo, sto lavorando sodo per questo e maturando esperienza per poter un giorno vestire la maglia azzurra». —
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