Caputo: «Per giocare sarei pronto a rinunciare alle ferie»
«Mi manca troppo il campo, il desiderio che ho è quello di poter chiudere il campionato Il mio isolamento? Crostate, J-Ax, Disney e poca birra»
Niente centro d’allenamenti, nessuna seduta in gruppo e, ovviamente, zero partite: ai tempi del Covid-19 anche la vita del calciatore è strana e, se la lontananza dai campi prosegue, il pensiero corre inesorabilmente verso il pallone. Ciccio Caputo, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, non ha dubbi: «Il mio desiderio è quello di chiudere il campionato. Mi manca troppo, rinuncerei anche alle ferie pur di giocare. Io sono preoccupato, ma positivo; mentre mia moglie è più spaventata». L’attaccante del Sassuolo adesso deve ridisegnare le proprie abitudini, passando più tempo nella sua casa di Modena, insieme alla moglie e ai figli. Le giornate trascorrono tra giochi, televisione, musica e cucina: «In tivù, ci siamo abbonati a Disney Plus e io riguardo anche un po’ di calcio, in attesa di vedere la nuova serie della “Casa di carta”. Con la musica, invece, proviamo a ballare con i bambini, quindi si ascoltano J-Ax e altra musica allegra. Non voglio sentire canzoni che rattristino».
Come tanti italiani, la sosta forzata tra le mura domestiche ha spinto a coltivare nuove passioni e, in primis, quella della cucina: «A fare la spesa ci penso io, una volta a settimana. E sto imparando anche a cucinare: abbiamo fatto una crostata e, poi, preparo tanta macedonia. Ormai taglio frutta a manetta! Allenandoci poco, devo stare attento all’alimentazione».
Per gli atleti, gli sgarri alla dieta possono essere pochi e, così, Caputo deve rinunciare anche alla sua ormai famosa birra Pagnotta di Altamura: «Mi posso concedere poche birre, una scorta ce l’ho, ma è buona se bevuta in compagnia…E ora invece siamo soli». Per toccare un pallone, qualche occasioni rimane: «Io e i bimbi andiamo a giocare in giardino e tiriamo qualche calcio. Jacopo, che compie 6 anni, mi chiede perché non lo porto alla scuola calcio e gli ho spiegato che c’è questo maledetto virus».
Il calcio, quindi, rimane soprattutto nei discorsi al telefono: «Parlo più di prima con gli altri giocatori: con il mio amico Donnarumma, con Peluso e con tutti gli altri compagni. Discutiamo della situazione, degli stipendi, delle donazioni…Ho messo all’asta anche la maglia della partita col Brescia: il ricavato andrà agli ospedali pugliesi». Se tutto il Sassuolo vorrebbe riprendere a giocare è anche per completare quanto stava facendo, la stagione dei neroverdi, infatti, si è interrotta nel momento di massima forma e proprio Caputo ha chiuso con una doppietta: «Mi sento ancora come un ragazzino e voglio migliorarmi sempre. A Sassuolo si sta troppo bene, c’è tutto: centro sportivo, club, stadio di proprietà... Quest’anno ho l’obiettivo dei venti gol e, se ci riesco, Del Piero mi ha promesso di offrirmi una cena nel suo ristorante: sarebbe un sogno, è il mio idolo da sempre». —
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