Fa la mezza maratona in balcone correndo all’indietro: l’impresa benefica di Venturelli
«In meno di due ore ho fatto quasi 2100 giri destinando 10 euro a chilometro a chi lotta in prima linea contro il Covid-19»
Immaginate di fare sul vostro balcone di casa una mezza maratona (21 chilometri) sotto le due ore e, soprattutto, correndo all’indietro. Non è una nuova sfida del Guinness World Record, ma un’impresa a scopo benefico. A realizzarla è stato domenica scorsa il 35enne retrorunner vignolese Alberto Venturelli che ha corso in 1h59'30” la distanza della mezza maratona(21 km e 97 metri)sul suo balcone di casa, a Zola Predosa,nel rispetto del decreto anticontagio. Il progetto del vicecampione mondiale di questa particolare disciplina era destinare fondi a progetti dedicati a chi opera in prima linea nella lotta al Covid-19, in base a quanti chilometri sarebbe riuscito a correre (10 euro per ogni chilometri percorso).
Scusi, ma come le è venuta in mente questa idea?
«È nata in una di queste notti insonni, avevo voglia di poter essere utile a chi sta lottando in prima linea contro il Coronavirus. Mi sono detto: perché sto a guardare senza fare niente? Ho scartato la classica donazione provando a pensare qualcosa legato allo sport sano nel rispetto delle regole imposte dal Governo in questo periodo».
Quindi?
«Dal 2015 sono un retrorunner, partecipo a corse all’indietro. E la cosa mi riesce abbastanza bene visto che sono vicecampione del mondo, ho conquistato cinque medaglie ai Mondiali e nove titoli italiani. Sfruttando questa mia passione ho deciso di provare l’impresa sul balcone di casa destinando una cifra in beneficenza per ogni chilometro percorso, ma l’idea non era certo quella di fare una mezza maratona. Anche se nelle gambe ho l’allenamento svolto per il campionato del mondo di luglio, già spostato al 2021».
Ci racconti.
«Domenica alle 2 del pomeriggio ho deciso di iniziare a correre sul mio balcone, lungo poco più di 10 metri. Nessun obiettivo di distanza o temporale prefissato, ma con la consapevolezza che più avrei corso, più avrei donato».
Poi?
«Ero partito per fare almeno 5 chilometri, ma mi sentivo così bene al punto da arrivare al traguardo dei 10 in 58 minuti. Non ero stanco, sono andato avanti e ai 15 mi sono reso conto che potevo stare sotto le due ore nella mezza maratona. Alla fine ho percorso quasi 2100 giri del mio balcone».
Qualcuno dei vicini ha fatto il tifo?
«No, visto l’orario la mia è stata un’impresa in solitaria. C’era solo mia moglie, che si è occupata di fare la diretta Facebook e Instagram. Al traguardo dei 21 chilometri ho fermato il cronometro a 1’59” e 30 secondi, il mio record personale sulla distanza. Fatto perdipiù sul balcone, da non credere».
Neanche un momento di crisi?
«No. Diciamo che l’unica difficoltà, prima che arrivasse mia moglie impegnata a mettere a letto nostro figlio Damiano di due anni, è che inizialmente dovevo contemporaneamente correre, farmi la diretta e guardare il Garmin. Fortunatamente non mi sono fatto male».
E adesso?
«I 210 euro li arrotondo a 250 e presto comunicherò a chi andranno. Sicuramente a un progetto legato all’emergenza Coronavirus. Sia chiaro che questa cosa non l’ho fatta per farmi pubblicità, ma solo per aiutare chi fa del bene. E dimostrare che, senza andare contro le regole, si può fare comunque sport».
Come mai si è avvicinato al retrorunning?
«Nella vita sono un impiegato amministrativo alla Cremonini e da sempre ho avuto la passione per il tiro con l’arco. Qualche anno fa un amico mi ha convinto a correre all’indietro ed è stata la mia salvezza: pesavo 95 chili, dal 2015 ad oggi ne ho persi 30 guadagnando diverse taglie ma soprattutto tanta autostima da un punto di vista personale». —
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