Il Carpi capolista beffato dallo stop «Dispiace, ma è giusto così»
Volata congelata. La pallamano si ferma a una giornata dalla fine della stagione regolare. La pandemia spazza così via l’appassionante corsa verso la serie A2. Il Carpi 2k19 conduceva con 23 punti, uno in più del Secchia Rubiera e due in più del Rapid Nonantola. A quota 19 la Scuola Pallamano Modena, pronta a battagliare nella fase a orologio per risalire la china. La Federazione italiana giuoco handball (Figh) ha deciso di sospendere le promozioni dalla B per «l’impossibilità d’individuare adeguati criteri univoci». Il presidente del Carpi 2k19 Adisorn Namuangrak è «non sorpreso» della sospensione. Il dispiacere di «essere primi in classifica e avere tutte le intenzioni di salire di categoria» finisce in secondo piano di fronte all’esigenza di «salvaguardare la salute di tutti». La Figh lascia aperto uno spiraglio. Il Carpi 2k19 può presentare domanda di reintegro in A2. «Potremmo prenderla in considerazione», la risposta in merito del presidente bianconero. Posto che «una serie A2 costa più della serie B», per Namuangrak sarebbe un modo per «mantenere la promessa data per la città e i giocatori, che arrivano da squadre di livello». Senza dimenticare «chi ha fatto investimenti per salire di categoria». Allo stato attuale, è giusto per il presidente aver fermato tutto alla vigilia dell’ultima giornata. «Non credo ci sarebbe stata la possibilità di fare una partita - il commento di Namuangrak - anche se ci dispiace».
Dispiacere condiviso in casa Rapid. «Così a inizio aprile siamo già a casa - riconosce il tecnico dei nonantolani Marco Zavatti - e s’è interrotto tutto il progetto di crescita dei giovani». Zavatti è certo che i suoi giocatori avrebbero avuto le carte in regola per contendere la promozione sul campo. «La salute viene prima di tutto - prosegue il tecnico - e quindi bisogna gestire la situazione. Se si fosse giocato durante l’estate, si sarebbe tolto spazio alla programmazione della nuova stagione e si sarebbe snaturato tutto il gioco». Segnali di speranza Zavatti l’intravvede nel campo… in senso letterale. «Speriamo che con l’emergenza si riescano a finire i lavori alla palestra - conclude Zavatti - così da poterne usufruire verso agosto o settembre».
Mesi in cui la Scuola Pallamano Modena andrà in cerca di una nuova casa temporanea. «Il prossimo anno dovremo emigrare per palestre - anticipa il presidente Claudio Sgarbi - e andremo anche fuori Modena». La società gialloblù saluta lo stop con soddisfazione perché «sin dall’inizio abbiamo spinto per interrompere i campionati». L’auspicio di Sgarbi è che tale stop «serva per portare pace e quiete nella Federazione». Sgarbi riconosce che con la pandemia «le priorità hanno acquisito spessori diversi». Con filosofia esamina la cristallizzazione sia della serie B sia delle giovanili, «in cui avevamo quattro squadre su cinque in prima posizione». Sgarbi confida di poter riaprire il PalaMolza a maggio «per riprendere i contatti con i ragazzi, ricalibrare e ripartire». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google