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«Il retrorunning la mia salvezza Correre all’indietro fa molto bene»

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«La mia passione è quella del tiro con l’arco che pratico da 23 anni. Nel 2012 quando un mio amico mi ha parlato del retrorunning pensavo fosse matto. All’epoca pesavo 95 kg, taglia XXL e con l’autostima sotto i piedi». Alberto Venturelli racconta così il suo incontro col retrorunning: «Nel 2014 ho provato a fare una gara di corsa all’indietro a Casalecchio, mi sono divertito come un pazzo e non solo perchè ho vinto. Quella per me è stata l’occasione di una rinascita, anche a livello personale. Da allora ho perso 30 chili, guadagnato in autostima e soddisfazioni sportive. Adesso arco e retrorunning sono passioni che convivono».

«Rispetto alla normale corsa in avanti - assicura Venturelli - correre all’indietro è meno traumatico, migliora la postura ed più faticoso: 100 passi indietro valgono come 1000 in avanti di camminata, e 500 di corsa. Con conseguenti benefici per il sistema cardiocircolatorio».



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