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Bednorz: «Forse un giorno diventerò più forte di Leon»

Francesco Cottafava
Bednorz: «Forse un giorno diventerò più forte di Leon»

«Ho iniziato a 12 anni, prima giocavo a calcio, l’altra mia grande passione» «Emozionato prima di scendere in campo? La partita è adrenalina pura»

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Bartosz Bednorz a cuore aperto. Il giocatore polacco di Modena Volley ha risposto a una lunga serie di domande che gli hanno sottoposto i ragazzi che compongono le giovanili della VGModena Volley. I campioni del futuro hanno iniziato da veri giornalisti.

Benji, giocherai anche il prossimo anno a Modena?

«Credo che non sia ancora il momento per parlarne. Prima finiamo la stagione e poi ne discuteremo».

Ti piace giocare da schiacciatore?

«Sì, moltissimo. Penso che sia uno dei ruoli più importanti all'interno di una squadra».

Hai provato a giocare in altri ruoli?

«Da giovane ho fatto anche l'opposto, un altro bel ruolo. Forse, in futuro, cambierò ancora. Non si sa...».

Che cosa ti ha spinto a giocare a pallavolo? Quanti anni avevi?

«A scuola, quando ero ancora piccolo, avevo circa 12 anni, il mio professore di ginnastica mi ha chiesto perché non provavo a giocare a volley. Mi ricordo ancora il primo allenamento, mi ero divertito moltissimo perché schiacciavo sopra la testa dei miei compagni».

Che altro sport avresti voluto praticare?

«Il calcio. Ci ho giocato prima di intraprendere la pallavolo e mi è sempre piaciuto molto».

Che altezza raggiungi quando salti?

«L'ultima volta che ho controllato ero arrivato a 3.60 metri».

Qual è il compagno di squadra con cui vai più d'accordo?

«Il primo anno ho trascorso tanto tempo con Holt, che era a Modena da solo come me. Mi ha aiutato tantissimo a conoscere la città. E' più facile passare del tempo con i ragazzi che non hanno una famiglia».

Come hai fatto raggiungere questi livelli?

«Mi sono trasferito per giocare a pallavolo molto giovane, non è stato facile perché ho dovuto abbandonare la mia famiglia. Però è stata la scelta giusta per accumulare esperienza e diventare un giocatore migliore».

Diventerai più forte di Leon?

«Forse sì, vedremo».

Quando vi date il cinque così forte non vi fate male?

«No, è normale per noi giocatori e siamo abituati. Non si sente niente».

Com'è essere così alti?

«No, è molto bello invece. Puoi vedere tutto, come ai concerti che riesci a vedere anche il cantante. Sono alto due metri esatti».

Quanto sei emozionato prima di entrare in campo?

«Sono sempre molto emozionato e molto felice. Io gioco a pallavolo proprio per provare le sensazioni della partita, adrenalina pura».

Hai un rituale prima di entrare in campo?

«Non proprio, però cerco di fare sempre le stesse cose prima di una partita per trovare la giusta concentrazione».

Quale è stato il tuo percorso prima di arrivare in A?

«Ho giocato in Polonia, prima del Czestochowa, poi nell'Olsztyn e infine nel Belchatow. Sono passato da una squadra normale fino alla miglior formazione polacca, credo il percorso migliore per un giocatore. Non sono partito subito con il massimo livello, ho avuto il modo per crescere e migliorare».

Hai un consiglio per aiutarmi a saltare più in alto?

«Non ho mai fatto degli esercizi specifici per saltare più in alto. Sono fortunato perché la mia genetica mi ha permesso di saltare sempre molto in alto senza una preparazione particolare. Devi rivolgerti a qualche allenatore che conosce la materia meglio di me».

Qual era la tua caratteristica migliore da ragazzo?

«Ho sempre schiacciato molto bene, mi èsubito piaciuto poter attaccare. Dopo sono dovuto migliorare anche negli altri fondamentali per diventare un giocatore di alto livello».

Che numeri di maglia hai indossato?

«Il 10 quest'anno, mentre prima ila maglia numero 1».

Hai capito subito che la pallavolo sarebbe stata la tua passione.

«Credo di sì. Come ho detto mi ricordo ancora adesso il primo allenamento, mi ero divertito tantissimo. All'inizio era tutto abbastanza semplice perché ero già molto alto, e questo mi favoriva. Però questo non vuol dire, bisogna essere anche furbi nel volley. Quindi dico a tutti quei ragazzi che vorrebbero essere più alti di non preoccuparsi perché potete giocare comunque, magari diventando fortissimi palleggiatori o liberi».

Come fai a schiacciare così bene?

«Ho fatto tantissimi esercizi nella mia carriera, mi sono allenato molto. In più devi sempre dare il massimo e ascoltare il tuo allenatore».

Come ti alleni durante questa quarantena?

«A casa. Anche se non è facile, è l'unico modo per salvare le nostre vite e quelle degli altri. State a casa». —

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