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Carnevali: «Sugli stipendi scontri inammissibili»

Andrea Fratti

L’amministratore delegato del Sassuolo: «Serve buonsenso da parte di tutti I tempi sono stretti, il campionato di Serie A va concluso entro la fine di luglio»

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La crisi sanitaria potrebbe diventare l’occasione per ridefinire il sistema del calcio italiano: con maggiore buon senso, sarebbe possibile effettuare un ridimensionamento massiccio per garantire un futuro migliore all’intero movimento. Ecco, in estrema sintesi, il messaggio che l’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha comunicato ieri ai microfoni di Sky, aprendo ad una riforma importante del mondo calcistico: “Si parla molto delle diatribe tra società e giocatori, ma credo che la cosa più importante sia avere buon senso, perché stiamo vivendo un momento di grande disperazione nazionale ed è necessario capire come agire nel modo migliore. Noi dirigenti siamo chiamati a cambiare strategie e mentalità; probabilmente in passato abbiamo esagerato e ora dobbiamo imparare a vedere le cose in un modo diverso, per un mondo che sarà inevitabilmente differente. Un giusto ridimensionamento potrebbe fare bene a tutti”.

Il dirigente neroverde entra, poi, nel dettaglio: “Il calcio è una grande azienda e le fonti di ricavo derivano dalle televisioni, dagli sponsor e dagli ingressi dei tifosi: visto che in questo periodo stanno mancando buona parte degli introiti, è logico che il settore stia attraversando una grande difficoltà. Io, come dirigente, ho lavorato molto durante questo periodo e sono pronto ad adeguarmi alle nuove necessità e tutti dovranno fare lo stesso”.

Carnevali arriva, così, a toccare il punto delicato del taglio agli stipendi: “In questo momento è inammissibile avere degli scontri verbali come quelli accaduti ultimamente. Non si tratta di mettere le mani nel portafoglio dei giocatori, ma di essere tutti pronti a fare dei sacrifici in un momento di difficoltà oggettivo e generale: chi ha le possibilità maggiori, deve dare un segnale”.

Almeno a Sassuolo, il dibattito sembra molto lontano dallo scontro: “Se penso alla nostra squadra e ai nostri ragazzi, sappiamo di avere un ottimo rapporto e siamo sicuri di raggiungere sempre un accordo basato sul buon senso. Noi dobbiamo pensare di dare un contributo non solo alla Serie A, ma a tutto quello che ruota attorno ad una società di calcio e che alimenta un intero sistema”.

Ovviamente, il rientro in campo definirà tutti gli scenari, ma proprio questo momento rimane avvolto nel mistero: “Non abbiamo idea di quando riprenderemo, ma la volontà di molte società è quella di portare a termine la stagione, cosa che mi auguro di cuore. Penso, però, che non dovremmo andare oltre fine luglio, perché si complicherebbe anche il prossimo campionato, poi bisognerà capire le scelte di Figc e Uefa. Finire la stagione significherebbe anche evitare ricorsi e vie legali infinite". —

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