Sassuolo resta in A2, ma Borruto lancia l’allarme: «Futuro incerto»
Fermarsi ora per progettare un futuro che non si presenta affatto roseo. E’ con questa filosofia che il presidente della Green Warriors Sassuolo, Carmelo Borruto, ha decretato assieme ai colleghi delle altre società di Serie A2 lo stop definitivo al campionato. L’evoluzione dell’epidemia di Coronavirus non permette di ripartire, pertanto meglio guardare avanti per capire come affrontare le difficoltà che tanti club si ritroveranno ad affrontare.
«Ero uno di quelli che sperava di poter ripartire fino al decreto che aveva come scadenza il 3 aprile – ha raccontato il numero uno del club neroverde –, ma non ci sono le condizioni e non ci saranno ancora per un po’. Credo che si debba giocare se ci sono condizioni ideali ovvero un campionato equilibrato, la presenza del pubblico e la possibilità di offrire visibilità ai propri partner. Questo non era possibile, a maggior ragione per il rientro di tante atlete nei propri paesi e lo dico io che avrei tratto vantaggio da questo in alcune partite se si fosse ripartiti».
Stagione chiusa, ma come detto i problemi si prospettano in futuro?
«In questo periodo in cui non c’è più attività sportiva le aziende smettono di sovvenzionarci e ci ritroviamo ad avere costi senza ricavi. E’ fondamentale rispettare le difficoltà delle imprese che hanno dovuto usufruire della cassa integrazione e non sanno se riapriranno in futuro. Noi viviamo di sponsorizzazioni, ma è difficile ora pensare al futuro andando a chiedere soldi. Di conseguenza non abbiamo certezza di quale potrà essere il budget per il prossimo anno e in questa situazione la ripartenza ha molte incognite: c’è chi avrà coraggio e ci proverà comunque, ma anche chi non lo avrà e interromperà l’attività».
Che situazione è la vostra ed in generale quella della A2?
«In A2 si vive di sponsorizzazioni soprattutto territoriali, il budget si forma grazie all’apporto di molte realtà. Come noi e Montale, per rimanere nel modenese, ci sono altre 8-9 società in A2 che faticano a trovare aziende solide e con voglia e potenzialità per investire. Per quanto ci riguarda, poi, le difficoltà aumentano perché abbiamo un settore giovanile importante, che comporta costi elevati. Sarà dura reperire denaro per coprire tutto perciò chiedo alle aziende che hanno possibilità di contribuire a mantenere vivo sul nostro territorio un movimento d’eccellenza come la pallavolo».
In casa Montale il presidente Barberini ha parlato di uno o due mesi per capire quali aziende ripartiranno con le giuste disponibilità.
«Sono d’accordo, dovremo aspettare i decreti ma se ci sarà possibilità di far ripartire le aziende dopo Pasqua di fatto ci saranno un paio di mesi di assestamento. Non penso che prima di giugno ci sia qualcuno in condizione di valutare quello che sarà il futuro, anche per questo in Lega sono stato uno di coloro che ha chiesto lo spostamento dei termini d’iscrizione al campionato per avere il tempo di reperire le risorse per i budget futuri». —
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