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Il professionista Luca Covili finisce in cassa integrazione per i mesi di marzo e aprile

Bruno Ronchetti
Il professionista Luca Covili finisce in cassa integrazione per i mesi di marzo e aprile

Il 23enne corridore pavullese della Bardiani CSF guarda avanti  «Quanto prima mi auguro di poter tornare a pedalare  su strada, anche se da solo»

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Luca Covili, professionista all'inizio della seconda stagione tra i “grandi”, sta lavorando in casa per mantenere la condizione che aveva raggiunto prima del blocco Coronavirus. Il 23enne corridore di S. Antonio di Pavullo passato professionista all'inizio dello scorso anno con il team reggiano Bardiani CSF di Bruno Reverberi, nella stagione del debutto non era andato male. Convocato a far parte della squadra che ha partecipato al giro d'Italia, il 23enne ha avuto occasione di entrare in alcune fughe che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico. Nella tappa che partita da Ravenna si è conclusa sul traguardo di Modena, è stata la grande occasione per Covili. «Attacco a due assieme ad un giapponese, purtroppo non abbiamo avuto fortuna - ricorda Covili-. Al Tour de Limousine breve gara a tappe in Francia ho conquistato anche la maglia di leader degli scalatori. Un buon finale di stagione mi ha fatto ben sperare in vista del 2020. In casa Reverberi mi hanno dimostrato di avere fiducia nei miei mezzi. Nel corso dell'inverno, abbiamo lavorato tanto, siamo arrivati al debutto in alcune gare disputate sull'Isola di Palma de Maiorca, poi abbiamo preso parte alla Vuelta Valenciana. Diciamo che mi sentivo molto bene, ero convinto di avere imboccato la strada giusta. Poi è arrivato il Coronavirus che ci ha bloccati tutti, ha rovinato tutto quello che avevamo fatto in vista della stagione prossima. Non mi resta che lavorare con i rulli e fare una ginnastica particolare per mantenere il più possibile la condizione. Il morale non è granchè, per fortuna l'entusiasmo e la voglia di fare mi aiutano a sopportare il tutto. Il nostro programma prevedeva la partecipazione alla Settimana Internazionale Coppi&Bartali e a seguire il Tour des Alpes. Chiaramente il tutto serviva a anche a guadagnarsi un posto nel team che partecipava al Giro d'Italia. Invece, stanti così le cose, mi sa tanto che avremo una stagione agonistica molto corta. Speriamo bene».Nel frattempo, come molte squadre, anche la Bardiani CSF è stata costretta ad intervenire per ridurre le spese. «Ho ricevuto il comunicato del mio team della cassa integrazione per i mesi di marzo e aprile, spero quanto prima di potermi tornare ad allenare in strada anche da solo, in quanto professionista». —

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