Mosna: «Non mi arrendo, playoff a giugno all’Arena»
«Verona location da favola, incasso devoluto a chi si batte contro il virus»
Non molla Diego Mosna che rilancia l'idea di disputare i playoff scudetto nel mese di giugno. Il patron di Trento, ex presidente di Lega, si riallaccia al discorso di Spadafora, ministro dello sport, per provare un altro, probabilmente non l'ultimo, tentativo di dare un continuo a questa stagione sportiva. Non sarà comunque facile perché tutte le squadre, al momento, hanno dato il così detto “libera tutti”, con i giocatori stranieri che sono rientrati nei propri paesi. E' impensabile immaginarsi che, tra un mese, sia tornato tutto alla normalità e tutti gli atleti possano tornare ad allenarsi in Italia, ma Mosna ci prova.
«Niente polemiche, ma fatti concreti: non mi arrendo e lancio una nuova forte proposta per la ripresa. La lettera che il Ministro Spadafora ha inviato al Presidente del Coni Giovanni Malagò ci consegna un messaggio di speranza ma anche indicazioni precise e cariche di positività. Nel suo documento, il Ministro parla di una possibile ripartenza degli allenamenti e delle attività presumibilmente per il 4 maggio, nel più rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza. Questa lettera, a mio modo di vedere, rende ancora più evidente quanto la decisione della Fipav di chiudere i campionati di Serie A sia stata inopportuna ma soprattutto avventata. Oltretutto, lo stesso Ministro indica la data del 4 maggio che, incredibile coincidenza, era la stessa che la Lega Pallavolo Serie A aveva individuato».
L'idea di Mosna ha una location ben precisa: «I playoff potrebbero essere ancora più all’insegna della spettacolarità; li immagino da svolgere magari in una ambientazione esaltante come l’Arena di Verona, con un numero limitato di spettatori presenti, distanziati l’uno dall’altro di due/quattro metri, ma con una valenza solidale ben precisa e strutturata. I pochi biglietti d’ingresso disponibili potrebbero infatti avere un prezzo molto alto, il cui ricavato potrebbe essere interamente devoluto a chi sta dando tanto al nostro paese in questo momento, come medici, infermieri e operatori sanitari. Anche lo sport necessita di una sua fase 2, che non può passare sicuramente attraverso il messaggio di chiusura totale dell’attività che la Fipav ci ha dato. Ripartire a maggio vorrebbe dire inoltre ridurre le perdite della Lega e dei Club, ma anche riuscire a contenere i tagli degli stipendi di chi lavora nel mondo della pallavolo. Fatti concreti. Credo che sia doveroso almeno pensarci, sedersi “virtualmente” ad un tavolo e provare quantomeno a parlarne. Dopo tutto, il tempo non ci manca». —
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