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C’erano sensazioni positive… e tutto sarebbe andato bene...

C’erano sensazioni positive… e tutto sarebbe andato bene...

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Mi arrendo. Non voglio l’onore delle armi. Mi consegno e basta. Tutto chiuso dal 3 marzo al 3 aprile. Non è stato sufficiente. Tutto chiuso dal 3 aprile al 13 aprile. Non è stato sufficiente. Tutto chiuso fino al 3 maggio. Non sarà abbastanza. Non finirà lì.

Per chi ama ogni attività motoria, dalla più famosa a quella più umile, vedere le persone correre come topolini impazziti su un balcone è tristissimo. Lo sport non deve essere santificato. Non ho mai ignorato e nascosto il disprezzo per ogni forma di doping o truffa sportiva per alterare un risultato.

Lasciatemi affermare, con grande consapevolezza della situazione sanitaria attuale, rispetto dovuto alle centinaia di vittime e ammirazione per le legioni di “angeli custodi” della salute altrui, che vedere “Sparire Tutto” mi ha fatto male. Campionati giocati per scherzo. Risultati ottenuti per niente. Allenamenti fatti per nulla.

L’ultima a inabissarsi è stata la pallavolo. Sia maschile, sia femminile. Tutto è stato evaporato. A qualsiasi livello. Professionistico e Dilettantistico.

Ora vi diranno che prima o poi ci si riprenderà. Non sarà così. Mai più. Sono d’accordo con le dimissioni rassegnate dai due Presidenti Diego Mosna (Presidente della Super Lega Serie A1 Pallavolo Maschile) e Mauro Fabris (Presidente della Lega Serie A Femminile). Ricoprivano cariche che, si è dimostrato, non contavano nulla.

Le ricadute economiche di questo stop saranno devastanti. Gli sponsor saranno più irraggiungibili del Panda Azzurro. Gli abbonati avranno ipotetiche promesse di futuri sconti sui prossimi abbonamenti per stagioni sportive inesistenti o disputate tra quattro squadre.

Non ci sarà mai più uno scudetto degno di tal nome. Ogni organo dirigente nazionale e internazionale scaricherà la colpa dell’estinzione su altri. Gli avvocati si accapiglieranno nelle dispute legate sugli ingaggi dei giocatori e allenatori. Gli altri lavoratori del settore vedranno transitare solo le briciole.

Ci saranno ipocrite promesse di classifiche che salveranno la partecipazione a futuri tornei o Coppe Internazionali. Tutto teorico. Tutto virtuale.

Tanti atleti amati dai tifosi rimarranno nei loro paesi e non torneranno più. Si parlerà a sproposito di Palazzetti dello sport pieni per settembre o al massimo a ottobre. Nel 2030. Forse. Chi ha investito soldi veri e propri e vorrà rispettare gli impegni presi e potersi guardare allo specchio è condannato. Alla miseria. O mangia lui o mangiano i suoi dipendenti. Per tutti non ce n’é.

Tantissime famiglie che avevano dedicato buona parte della loro vita alla pratica sportiva rimpiangeranno amaramente di averlo fatto.

Forse dalle ceneri di tutto ciò che amate si salverà, con enormi cicatrici, solamente il calcio. Forse con la “Loro” potenza politica e economica i principali attori riusciranno a riproporre le loro capacità tecnico-tattiche. Chi era relegato nell’inferno della Serie C s’illuderà di ottenere un’assunzione part-time in fabbrica, ammesso che ce ne siano di aperte.

A chi non interessavano le peripezie di Juventus, Lazio, Inter, Milan, Roma ecc… non rimarrà altro che vivere di ricordi. Il PalaPanini servirà per depositare auto e attrezzature logistiche del Comune. Gli altri impianti saranno riconvertiti in luoghi di preghiera e socialmente utili alla terza età cui appartengo da alcuni anni. E scrivevano “Andrà tutto bene”… —

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