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Armaroli e la delusione della Villa d’Oro «La scelta della Fipav? Un grave errore»

Andrea Lolli

Il diesse rossonero: «Sette mesi di sacrifici al vento, ignorate le proposte delle società e tutti i risultati sul campo»

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Concludere anzitempo i campionati di volley, specialmente nelle categorie non di vertice, era forse l’unica scelta possibile vista la situazione sanitaria dell’Italia che migliora, ma non a ritmi così rapidi come tutti spererebbero. Cancellare, però, i risultati ottenuti ed i sacrifici fatti in sette mesi di stagione non è piaciuto a tanti, anche perché nella scelta della Fipav non c’è un pensiero ed una strategia rivolta ad un futuro che almeno per la prossima stagione si annuncia complicato per tutto il mondo sportivo. A lanciare il sasso nello stagno è stato sui social, ma non solo, il direttore sportivo della Villa d’Oro e del progetto VGM Manuel Armaroli, che si è fatto anche portavoce di una proposta in grado a suo dire di salvare il movimento grazie ad una riduzione di costi ed incertezze, ma anche di premiare al tempo stesso le società che più si sono distinte in questa stagione. Il tutto per consentire a più società possibili di avere una base da cui partire per provare a superare le difficoltà a livello economico che si presenteranno.

«Attualmente ci sono poche certezze – scrive Armaroli –, ma che ci saranno meno sponsor e di conseguenza meno squadre è una di quelle, sono arrivate già conferme di squadre che non si iscriveranno ai prossimi campionati nazionali è, ahimè, anche ai regionali. Servivano due mosse: ridurre le spese e allargare subito gli organici delle varie categorie, aumentandone i gironi. Nel caso in cui saltassero molte squadre, come previsto, si sarebbe potuto almeno ripristinare la situazione attuale senza problemi».

La proposta, in maniera ben articolata, era stata studiata col supporto di Giovanni Gualtieri, storico responsabile dei campionati nazionali della Fipav, e condivisa più volte con il vice presidente della Federazione, Giuseppe Manfredi. In sostanza si trattava di evitare retrocessione per non penalizzare nessuno e promuovere in ogni categoria il numero necessario di formazioni per integrare gli organici in modo da dar vita ad un girone in più nella Serie B maschile, B1 ed B2 femminile e prepararsi per tempo a possibili problematiche rilevate al termine delle iscrizioni.

«Questo avrebbe anche portato un senso di gratificazione alle squadre promosse – prosegue Armaroli –, creando quell’entusiasmo che in questo difficile momento socio-economico-sanitario manca un po’ ovunque. Avrebbe inoltre evitato di disperdere sponsor che hanno investito vedendo da vicino il risultato del proprio impegno e finendo per trovarsi con un pugno di mosche. Avrebbe anche semplicemente abbassato il rischio di allontanare chi sostiene le società con passione come i volontari ed avrebbe consentito ai giocatori di dare un senso alle ore passate in palestra dando nuova carica in vista della stagione in arrivo».

Una serie di ulteriori accorgimenti, inoltre, avrebbe potuto dare altre certezze e possibilità di ridimensionare o meno i propri obiettivi in base alle proprie disponibilità.

«Avevamo pensato all’esclusiva della vendita di un diritto sportivo solo alle prime società non promosse dalla categoria inferiore – spiega Armaroli –, ad un paracadute per le società non in grado di iscriversi, mediante la certezza di un diritto nella categoria inferiore. Inoltre designare arbitri limitrofi alla squadra di casa era una soluzione per il contenimento dei costi con relative riduzioni delle tasse gara».

Niente di tutto questo, però, sembra stato per ora accolto dalla Federazione e così parte il grido d’allarme: «Erano tutte opzioni utili a dare ossigeno al nostro mondo, invece si è deciso di soffocarlo. Avremo vuoti d’organico e sarà chiesto alle società a luglio o agosto, di riempirli tramite ripescaggi, sebbene, in seguito all’annullamento, non vi siano classifiche sulla base delle quali stilare un ordine ufficiale. Si imploreranno le squadre che si troveranno ad aver programmato budget e rosa per una categoria inferiore. Qualcuno accetterà, con la conseguenza di fare una stagione difficile, e molte non accetteranno. Gli organici non si completeranno e avremo gironi zoppi o ancora un numero inferiore di gironi, con spese maggiori». —

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