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La Lega pensa alla ripartenza Tappe forzate per la serie A

Stefano Scacchi
La Lega pensa alla ripartenza Tappe forzate per la serie A

Recuperi il 31 maggio e gare fino al 12 luglio. Scienza e politica restano scettiche Oggi il protocollo della commissione medica federale per tornare ad allenarsi

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milano

Ci sono ancora tanti dubbi. Ma inizia la programmazione. Ieri la Lega Serie A è tornata ad affrontare argomenti congelati da quasi 40 giorni, come gli orari e la dislocazione delle partite. Bisogna delineare l’eventuale tour de force di 124 incontri in un mese e mezzo, giocando senza sosta tra metà e fine settimana. I vertici di Lega devono attendere il via libera di medici e governo.

Intanto stanno studiando una ripresa modellata sugli orari degli Europei rinviati al 2021. I primi sei turni, fino a inizio estate, si giocherebbero su due giorni (sabato-domenica e martedì-mercoledì) con tre orari: 15, 18 e 21. Gli ultimi sei, con le temperature in aumento, si allungherebbero su tre giorni (sfruttando anche venerdì o lunedì, e giovedì) riducendo le finestre a due: 18 e 21. Così resterebbero i sei slot tradizionali per la gioia di pay-tv e telespettatori, unici destinatari dello spettacolo con gli stadi a porte chiuse.

Le possibili date della ripresa, in accordo con la Figc (ma anche in questo caso tutto dipende dall’esecutivo), sono 31 maggio per i recuperi Inter-Samp, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Toro-Parma; 2-3 giugno per il 27° turno. In questo modo il campionato finirebbe il 12 luglio.

Le coppe europee

Poi toccherebbe alle coppe europee con l’allineamento ai quarti. Solo l’Atalanta è già tra le magnifiche otto di Champions. Juventus e Napoli devono affrontare il ritorno degli ottavi con Lione e Barcellona. Inter e Roma non hanno giocato nemmeno l’andata degli ottavi di Europa League con Getafe e Siviglia. La Uefa, disposta a sforare ad agosto inoltrato, prenderà in considerazione final 8 o 4 in gara secca e campo neutro solo di fronte a un’assoluta compressione dei tempi. Nyon preferirebbe seguire la formula con andata e ritorno perché non è facile far digerire la cancellazione di queste partitissime a chi ha acquistato i diritti.

Su questi ragionamenti, però, incombono tantissime incognite. «Riaprire ora manderebbe un messaggio di “pericolo scampato”, ma non è così purtroppo», ribadisce il professor Giovanni Rezza, dirigente dell’Istituto Superiore di Sanità, a Radio Tmw.

Alcune componenti calcistiche ormai accolgono le parole del virologo come un atto di lesa maestà. Considerazioni accompagnate da stime sempre più mirabolanti sull’incidenza dell’industria del pallone sul Pil nazionale. «Vedo molto difficile una ripresa del calcio. Non è un dibattito prioritario», aggiunge la sottosegretaria al ministero della Salute, Sandra Zampa, a Rainews24. Oggi la commissione medica della Figc stilerà il protocollo per allenamenti e controlli medici. Anche qui non mancano gli interrogativi. I giocatori non potranno evitare i contatti, come altri lavoratori. Difficile immaginare che possano essere effettuati tamponi e test sierologici ogni 3-4 giorni su soggetti sani. E cosa succederebbe di fronte al caso di un nuovo giocatore contagiato? Oggi i consulenti della Figc daranno una risposta. —



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