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ex attaccante del sassuolo 

Zampagna: «C’è gente che muore come mosche e si pensa al campionato...»

Zampagna: «C’è gente che muore come mosche e si pensa al campionato...»

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«C'è gente che muore come le mosche. Ora penso a tutto tranne che al calcio». Riccardo Zampagna, indimenticato ex attaccante del Sassuolo, non ha peli sulla lingua. «Questa è una situazione drammatica - ha detto a Tuttomercatoweb.com - stiamo vivendo un incubo. Il calcio è una fonte di guadagno però prima di tutto occorre pensare alla salute. Il resto sono chiacchiere». E si si riprendesse ad allenarsi in centri sportivi blindati dove restare per un mese mezzo? «Se le società e la Federazione decidono così e riescono a trovare una soluzione per lavorare nel migliore dei modi, il calciatore è un lavoratore. Altrimenti può anche dire lascio il calcio e vado a fare un altro lavoro. Sono però perplesso che in Italia tutti possano adeguarsi alle nuove strutture di cui si parla. Chi non ha la disponibilità economica per farlo cosa deve fare?». Zampagna ha dei dubbi anche sulla regolarità del torneo: «Non sarà come prima. Prendiamo l'Atalanta: è andata a mille e mi auguro che possa continuare così, ma magari fisicamente e mentalmente non potrà più esserlo». —

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