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Dressel tra nozze, fede e podcast «Aspetto il 2021 senza ansia»

Giulia Zonca
Dressel tra nozze, fede e podcast «Aspetto il 2021 senza ansia»

La serenità del nuovo fenomeno del nuoto: «Ok anche senza Giochi»  

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l’intervista

Giulia Zonca

L’uomo che doveva mettere il suo nome sulle Olimpiadi di Tokyo lo ha spostato sopra un podcast che conduce con il suo inquilino, ogni venerdì sera. Caeleb Dressel, l’ultima meraviglia della piscina, 13 ori mondiali, dominatore dello sprint, è l’unico in circolazione con le carte per entrare nell’orbita Phelps e avvicinare, magari persino superare, il pianeta abitato da chi ha firmato otto successi in una sola edizione dei Giochi. Ed è all’asciutto. Senza gare e con pochissima acqua a disposizione.

Riesce a nuotare in Florida?

«C’è una piscina aperta a 45 minuti da dove vivo: ci vado una volta al giorno, da lunedì a giovedì per un numero limitatissimo di ore. Ma sto bene e non ho motivo di lamentarmi».

Era lanciato verso un’Olimpiade che ora si è spostata di un anno. Destabilizzato?

«Quando è arrivata la decisione non mi sono sorpreso. Era l’unica possibile, si parla di questioni di vita o di morte».

Molto razionale, ma lei era pronto a tuffarsi. E per diverse medaglie.

«Tutti possiamo essere migliori tra un anno. Avevo raggiunto una forma ottimale, pazienza, cureremo altri dettagli. Non mi preoccupo, non è cambiato nulla, solo la date. Basta non sprecare questo tempo».

Phelps dice che gli atleti devono stare attenti: il posticipo può creare ansie e paure.

«È un giusto avvertimento. Io non ho intenzione di fissarmi sui Giochi da qui al luglio del 2021, salterei per aria se non staccassi la spina».

Aveva stabilito la data del matrimonio nel 2021, cambierà piani?

«No, il matrimonio sarà prima dei Giochi, come previsto. Non voglio basare l’esistenza sulla carriera da nuotatore».

La Isl, la lega che ha inventato la champions del nuoto, ha creato un programma di solidarietà, uno stipendio fisso fino all’estate 2021.

«Non un gesto inaspettato. Konstantin, l’uomo che ha dato il via al progetto, ha dovuto rivedere il calendario ma ha provato a pianificare e ha messo l’atleta al centro. C’è una certezza in tempi instabili».

Dal Cio o dalla Fina, l’organizzazione che regola il nuoto mondiale, sono arrivati appoggi simili?

«No, capisco che loro debbano confrontarsi con problemi giganti, ma la Isl ha sempre fatto a modo suo».

La nuova stagione della lega potrebbe essere anche la prima competizione.

«Hanno studiato quanto meno un piano, 4-5 settimane in ottobre: allenamenti e, se sarà possibile, gare in un unico posto, sicuro e controllato. Oggi è utile avere una motivazione, una data da guardare».

Come funziona il suo lockdown?

«Frequento un numero molto limitato di persone e non vedo i miei genitori da parecchio, incrocio qualche compagno di squadra, sto con il mio coinquilino e la mia fidanzata».

Il nuoto allena alla solitudine?

«Non sono una persona socievole, sto bene nella mia corsia, il nuoto di certo richiede una concentrazione solitaria e una ripetitività che possono essere utili adesso, anche se decisamente non mi sento a mio agio in questa situazione. Evito che mi sconvolga».

Per questo si è dato al podcast?

«Il “Ben and Caeleb Show” è fatto di chiacchiere, idee condivise, risate. Niente nuoto».

Lei prega prima di tuffarsi, la religione adesso la aiuta?

«Molto, mette in evidenza i valori. Le Olimpiadi saltate non sono certo la fine del mondo. Detesto quando mi dicono “mi dispiace”, come se avessi perso il mio momento. Non nuoto per le medaglie e comunque quelle che i Giochi assegneranno sono ancora tutte lì».

Primo giorno post quarantena. Cosa farà?

«Nuoterò. Mi manca la vecchia routine».

Una cosa che è rimasta uguale a prima?

«Mi impegno a non variare troppo le abitudini, continuo ad alzarmi presto al mattino, per esempio, anche senza che sia necessario».

E cosa è cambiato invece?

«Il ritmo. Prima aprivo gli occhi e correvo dentro alla giornata, ora sono rallentato. Penso di più, metto alla prova le mia testa. La alleno».

Si immagina il dopo? Magari senza viaggi e trasferte.

«Sarà diverso, ma è inutile immaginare una realtà parallela, superiamo la crisi e vediamo. Magari non sarà proprio tutto sottosopra». —

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