Lucrezia pagaia da casa e sogna
Zironi si allena a “secco” con l’obiettivo olimpico: «Lavoro per Tokyo, ma è più realistico Parigi 2024»
«L’obiettivo olimpico c’è sempre». Lucrezia Zironi non abbandona la speranza a cinque cerchi. L’atleta modenese per i 18 anni avrebbe potuto regalarsi le qualificazioni per Tokyo 2020. La pandemia ha rimescolato le carte. Le Olimpiadi nipponiche sono state spostate nel 2021. Le qualificazioni rischiano di diventare più complicate, una volta definite con certezza le date.
«Oggettivamente è molto dura - riconosce Zironi - perché non basterà vincere le selezioni in Italia. All’estero i tempi per la mia categoria junior potrebbero andare bene. A livello senior, possono essere un po’ scarsi».
Gli scenari non sono ancora ben definiti e molto potrebbe cambiare. La canoista geminiana riconosce però che «è più facile da raggiungere Parigi 2024 piuttosto che Tokyo 2021». Nella mente, l’atleta ha ancora vivido il ricordo dei Giochi Junior 2018, in cui «non c’è stato un momento in cui mi sia annoiata».
Zironi li ripercorre con il desiderio di tornare alla carica nell’edizione dedicata ai più grandi. «Ricordo dal giorno della cerimonia di apertura agli allenamenti con i pomeriggi liberi - ribadisce l’atleta - in cui andavamo a vedere gli altri sport con amiche francesi e ungheresi. È stata un’esperienza bellissima».
Un’esperienza che desidera coltivare. Pertanto, ogni giorno semina. Studia e si allena. Allenarsi in canoa tra le mura domestiche non è la più semplice delle pratiche. Manca l’elemento acquatico. Tuttavia, Zironi ha con sé un piano B. Si chiama pagaiergometro e le consente di simulare di «avere una canoa fuori dall’acqua». Una simulazione a cui si dedica dal martedì al venerdì. Il lunedì era il giorno dedicato alle scarpette da ginnastica. Dopo le misure più stringenti legate al Coronavirus, ha sostituito la corsa con la corda e i pesi. Strumenti che tornano al sabato, altro giorno dedicato alla palestra. Alla domenica di nuovo spazio al pagaiergometro. «Nella canoa c’è la variante in più dell’equilibrio - prosegue Zironi - che non si riesce a mettere in pratica bene quando sono ancorata al terreno».
Un nuovo equilibrio deve trovare lei nella nuova agenda tra la scuola e lo sport. «In realtà riesco a dormire di più - confessa l’atleta - perché prima uscivo da scuola e dovevo andare subito ad allenamento. Tornavo a casa alle 18 e poi studiavo dopo cena. Adesso le lezioni finiscono alle 13 e non servono quaranta minuti per andare a scuola e quaranta per tornare. Dopo pranzo, studio dalle 14,30 alle 17 poi mi alleno».
Il Coronavirus le ha cancellato gare internazionali di aprile a Mantova. Sarebbero state un trampolino di lancio verso la rassegna olimpica. Zironi avrebbe sfidato in acqua numerose atlete senior pur rientrando nella categoria junior. Resta da comprendere quale sarà la scaletta in vista dei Giochi 2021. «L’anno prossimo bisogna vedere come andrà il tutto - aggiunge l’atleta -. Quest’anno puntavo alla qualificazione italiana perché rispetto alle senior sono molto più piccola. Nel 2021 vedremo». —
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