Ripresa serie A: mercoledì giorno decisivo per il calcio
Il ministro Spadafora ha convocato un super vertice con tutte le parti coinvolte per discutere sul dettagliato protocollo sanitario che ha ricevuto dalla Figc
Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha fissato per mercoledì alle 12 un incontro in videoconferenza per un confronto sul protocollo medico sanitario per l’eventuale riavvio degli allenamenti (dal 4 maggio) e delle competizioni calcistiche. All’incontro saranno presenti Figc, i presidenti Lega Serie A, Serie B, Lega Pro, LND, i presidenti di Aiac, Aic e Aia, il presidente Federazione Medici Sportivi e una delegazione del Comitato Tecnico Scientifico Figc. Nel corso della videoconferenza si discuterà sull’itinerario della ripresa e sulle date: al centro del piano ci sono un esteso check-up sanitario per tutti i gruppi-squadra e un ritiro blindato per ridurre al minimo i contatti dei calciatori con l’esterno. Il calcio, dunque, si muove verso una ripartenza. E mercoledì sarà una giornata crocevia.
Protocollo Figc
Screening quotidiani, sanificazione ambientali, dispositivi di protezione a mensa, distanza sociale obbligatoria nei ritiri super blindati. Le «indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre e e degli arbitri» si snodano nel protocollo sanitario di garanzia redatto dalla commissione medico-scientifica della Figc. Il documento conta 47 pagine ed è suddiviso in due parti: nella prima c'è spazio per le indicazioni mediche cui attenersi, nella seconda si approfondiscono invece i comportamenti da seguire dentro il centro sportivo o albergo e durante le sessioni di allenamento. Nel protocollo si fa quindi riferimento al cosiddetto “gruppo squadra” (formato, oltre che dai calciatori, anche da staff tecnico, medici, fisioterapisti, magazzinieri e dal personale più a stretto contatto con i giocatori) che dovrà essere identificato e convocato 3-4 giorni prima della ripresa per le procedure di screening iniziale (visita clinica, tamponi, test sierologici) per poi proseguire il lavoro in quello che viene definito un “ritiro permanente”. Lo scenario potenziale ipotizzato dal protocollo prevede due gruppi: il primo con calciatori e staff tecnico tutti positivi/guariti, il secondo con chi invece ha un'anamnesi negativa. La seconda parte del documento si fa riferimento «alle due prime settimane di allenamento, con possibile estensione alla terza», e si evidenzia «che nel caso sia presente una persona con Covid-19 si provveda all'immediato isolamento». L'allenamento dei calciatori nella fase di ripresa (prima settimana) andrà limitato alle sedute di preparazione atletica e tecnica individuale. «È preferibile organizzare le sedute all'aperto disponendo i calciatori a distanza di almeno 2 metri l'uno dall'altro e in gruppi poco numerosi - si legge nel protocollo -». Nella fase successiva (seconda ed eventuale terza settimana) si procederà quindi ad una progressione del lavoro tecnico, inserendo esercizi specifici e di gruppo fino alle simulazioni delle fasi di gioco (partitella e schemi). Anche negli spogliatoi si dovrà garantire il distanziamento dei calciatori di almeno 2 metri. È preferibile che le docce, almeno nella prima settimana, siano fatte nelle singole camere». —
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