Piovani: «Io come De Zerbi, insegno calcio dalle basi»
Il tecnico delle neroverdi è bresciano come il collega del maschile: «Siamo avvantaggiati dalle strutture di cui dispone il Sassuolo»
«La fortuna è che conosco benissimo De Zerbi, anche se non abbiamo mai giocato siamo bresciani. Lui ha sposato il maschile, io il femminile: per due squadre giovani come le nostre, bisogna insegnare calcio dalle basi, dalla tecnica e dalla tattica. Le cose che mi hanno insegnato all'oratorio: alle ragazze dico sempre che il miglior allenatore che ho avuto è stato Don Giuseppe, che mi ha insegnato le diagonali. Vogliamo sviluppare gioco, partenze da dietro: le giocatrici recepiscono, hanno voglia di migliorarsi e sono molto brave. Sono felice per loro e per i risultati, siamo anche avvantaggiati dalle strutture che ci mette a disposizione la società, quando abbiamo bisogno di qualcosa ce lo danno e anche questo conta».
Gianpiero Piovani, allenatore del Sassuolo Femminile, ha parlato a TMW Radio, nel corso della trasmissione Tutto Calcio Femminile: «Io sento quotidianamente le ragazze, e loro non vedono l'ora di ripartire. Anche la società, e l'amministratore Carnevali, sono favorevoli a ripartire. Dobbiamo solo valutare le condizioni di sicurezza, la salute di tutti è la cosa più importante. Per lo Scudetto credo sia ormai chiusa, la Juve ha qualcosa in più e potrebbe pure incrementare il vantaggio. Per la Champions League possono giocarsela tutte, tra Fiorentina, Milan e Roma. Vedo le viola in vantaggio, hanno più giocatrici di qualità, e potrebbero essere loro ad entrare in Champions».
Quanto al futuro del calcio femminile Piovani fa un appello: «Tutti speriamo di proseguire su questo percorso intrapreso, siamo partiti dagli investimenti nel femminile di due anni fa. Non dobbiamo fare passi indietro, anche se abbiamo preso una bella botta, soprattutto a livello giovanile. Una bella bastonata ma dobbiamo cercare di reagire, e non buttare via tutto il buono fatto. Le ragazze meritano di continuare questo percorso di crescita penso che non possa finire. Io è pochi anni che sono nel settore, ma so che si sono fatti passi avanti anche con il numero di bambine che cominciano a giocare a calcio. Si divertono, e la cosa più importante è quella». —
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