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Peluso e Cannavaro, show a “Casa Sassuolo” E alla fine spunta Matri, l’ospite a sorpresa

Valentina Spezzani
Peluso e Cannavaro, show a “Casa Sassuolo” E alla fine spunta Matri, l’ospite a sorpresa

I due difensori, per anni compagni di squadra in neroverde, hanno risposto alle domande dei tifosi tra battute e aneddoti 

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Una rimpatriata tra amici, uno in Cina e uno a Modena, ai tempi del lockdown. Com'è possibile? Tramite la tecnologia ovviamente, che ieri ha consentito ai tifosi neroverdi di assistere, sui profili social del club neroverde, ad un incontro tra Paolo Cannavaro e Federico Peluso a “Casa Sassuolo”.

Entrambi rientrano tra i “centenari” del club, ovvero tra coloro che hanno toccato e superato le cento presenze in maglia neroverde: «La mia partita del cuore? Dico quella contro l'Athletic Bilbao, resterà dentro di me come uno dei ricordi più belli della mia esperienza a Sassuolo», dice il primo, «Io scelgo la vittoria in casa con la Juventus con gol di Sansone», ribatte l'ex bianconero.

Entrambi sono arrivati in Emilia dopo aver lasciato una big della Serie A: «Io sono partito di notte da Napoli e ho giocato la prima partita il giorno dopo – ricorda Paolo – è stato tutto molto strano per me, sono andato via da casa, mi sono trovato in un posto nuovo, in una squadra quasi del tutto nuova, nella quale erano stati fatti tantissimi acquisti. Per fortuna molti dei compagni li conoscevo già e li avevo sentiti nei giorni precedenti, è stato facile l'inserimento in squadra. La cosa buffa è che mi venne data la fascia da capitano già alla prima partita e io come prima cosa andai da Magnanelli e gli dissi: “Guarda, è solo un caso, il capitano sei tu, so cosa significhi esserlo in certi contesti, siamo tutti nuovi e il mister ha scelto me solo perchè non giochi tu, ma non c'è nessuna intenzione di scavalcarti”. Per me giocare nel Napoli ha significato indossare la maglia della squadra del cuore, sono cresciuto a Napoli, nel settore giovanile di quel club, ho fatto il raccattapalle lì, non ho mai perso una partita del Napoli fin da ragazzino, mi sono ritrovato a giocarci e a diventare capitano, è qualcosa di inspiegabile. Ma quella di venire a Sassuolo è una scelta che rifarei, trovare una società che crede in qualcosa e te lo dimostra coi fatti ha reso più facile il salto».

Della stessa opinione Federico: «Io sono arrivato a luglio, venivo dalla Juventus per cui è stato un salto notevole. Ma qui ho trovato un grandissimo gruppo e degli amici. Sono orgoglioso della mia scelta, è una delle più azzeccate che abbia fatto. Giocare nella Juve è stato un sogno, arrivare a un club così importante è coronare gli sforzi fatti da piccolino, ma non mi sento di aver fatto un passo indietro venendo qui, le soddisfazioni che mi sono tolto in questo club le paragono agli scudetti in bianconero, perchè a Sassuolo ho conosciuto persone incredibili, anche a livello dirigenziale, ed è un bagaglio che mi porterò dietro anche quando avrò smesso di giocare. Questa è una famiglia, che ti fa sentire partecipe ogni giorno».

Tutti e due i difensori hanno giocato in Europa League coi neroverdi: «Aspettarsi di raggiungere un traguardo del genere non era facile – le parole di Cannavaro - ma c'era una persona che ci ha creduto dal primo giorno in cui il Sassuolo ha messo piede in serie A, ed era il Dottor Squinzi. Io firmai il contratto quando il Sassuolo era ultimo in classifica ed era previsto un premio in caso di qualificazione in Europa League nei tre anni successivi». Peluso conferma: «Io avevo chiesto di inserire nel contratto dei premi in caso di salvezza e anche a me fu risposto che il premio era previsto per l'Europa League». Cannavaro mantiene tuttora un forte legame col Sassuolo: «Il Sassuolo a me manca tanto. La mia famiglia vive a Modena, i miei figli studiano lì e giocano nel settore giovanile neroverde, per cui quando torno in Italia vado spesso al centro sportivo a salutare gli amici e mi fa piacere tornare, c'è affetto anche da parte di tutti gli addetti ai lavori, e questa è una cosa che mi fa felice. Non ho avuto la fortuna di usare il nuovo centro sportivo, ma anch'io ho contribuito nel mio piccolo a far sì che i sogni del Sassuolo si realizzassero».

Locatelli ha dichiarato in un'intervista di essere migliorato anche grazie ai consigli di Peluso: «Manuel nel giro di un anno è diventato un giocatore incredibile e metto la mano sul fuoco sul fatto che diventerà il centrocampista della Nazionale. Mi fa piacere dare una mano, mi metto a disposizione dei giovani e cerco di dare consigli, non sono il vecchio rompiscatole, credo che una parola detta nella maniera giusta possa fare la differenza».

Nel finale della diretta social a “Casa Sassuolo”, ai due difensori si è aggiunto Alessandro Matri, grande amico di entrambi: «Se dovessi usare una parola sola per definire il Sassuolo dire serietà, è una società che ha dimostrato questo, di avere progetti, voglia di vincere e di costruire cose importanti, migliorando anno per anno, nel calcio di oggi è difficile trovare una squadra con un bacino di utenza così piccolo con questa serietà e professionalità». —

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