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Carpi, Nobile para l’ingiustizia «Il sorteggio non è corretto»

Fabio Garagnani

Il portiere biancorosso ha le idee chiare: «Toglie tutti i meriti maturati sul campo e sarebbe meglio giocarsi la B ai playoff. Mi piace Neuer, ma non ho modelli»

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Chiuso tra le mura di casa come i compagni, Tommaso Nobile aspetta di capire la direzione che prenderà la Serie C. «Speriamo che tutto questo finisca il prima possibile – ci dice – e nel frattempo passo il tempo come tutti. Con un po’ di tv e una partitina alla play dopo l’allenamento». Così si può sognare che il campionato riparta, mentre si cerca di mantenere la forma: «Facciamo allenamento in casa seguendo le indicazioni del Prof. Inizialmente anche i portieri han fatto insieme agli altri, ma ora mister Foti ci da qualcosa di più specifico per non perdere la sensibilità nelle mani e la reattività».



Sulla stagione interrotta: «Spero di poterla finire, ma dobbiamo rispettare tutti e capire se è meglio fermarsi quest’anno piuttosto che peggiorare la situazione e doversi fermare il prossimo». Ma se non fosse davvero possibile giocare, la soluzione non può essere quella del sorteggio: «Non è giusto. Si levano tutti i meriti a chi ha giocato.

Sarebbe giusto fare le prime classificate più la miglior seconda, che in questo caso saremmo noi perché abbiamo la media punti più alta.

Ancora più giusto sarebbe fare un mini playoff tra le prime della classifica e dare una possibilità a tutti di andarsela a giocare».



Portiere originale nell’interpretazione del ruolo, Nobile si è fatto notare in questa stagione tanto per spregiudicatezza quanto per efficacia. Di riferimenti monolitici non ne ha, ma di esempi ne cita uno: «Mi è sempre piaciuto Neuer ma non ho qualcuno di specifico a cui mi ispiro. E’ un ruolo che mi ha sempre affascinato sin da piccolo e andando avanti si è rivelata la scelta giusta. Ad essere sincero da bambino nel primo anno giocavo avanti. Poi sono andato nella scuola calcio vicino a casa e il mio mister mi disse: “no, devi fare il portiere” e da lì è nata la mia passione». Quel mister era Ciro Caruso, uno dei difensori più talentuosi mai passati dal Cabassi. Era nel Carpi 1996-97 che mancò la sua prima Serie B nel playoff di Ferrara contro il Monza. Quel giorno non c’era, perché era già iniziato il calvario d’infortuni che minò la sua carriera. L’ex compagno in quella squadra e poi Campione del mondo Marco Materazzi lo ha definito a fine carriera “il difensore più forte con cui abbia mai giocato”. E’ un filo biancorosso che lega Nobile al Carpi. Ha portato bene: «Non mi aspettavo di essere così in alto ma l’abbiamo meritato. Siamo partiti da zero e tutti quanti abbiamo dato qualcosa in più di quanto ci si aspettava». —



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