Ciclismo giovanile in allarme «Servono risposte dai vertici»
Ferraresi: «Problematiche in tutte le categorie». Morselli: «Non vogliamo disperdere il grande lavoro fatto nei vivai, siamo vicini e in appoggio alle società»
Sono giorni frenetici anche nel mondo del ciclismo dove si stanno riunendo i massimi dirigenti federali per cercare di risolvere i problemi causati dall’emergenza Covid 19. Abbiamo contattato i dirigenti regionali, provinciali e delle società per fare il punto della situazione. Il carpigiano Alessandro Ferraresi, vice presidente del CRER della FCI: «Negli ultimi incontri che abbiamo avuto con i dirigenti federali del ciclismo, sono emerse problematiche a tutti i livelli. Ad esempio i Giovanissimi: si tratta di bambini dai 6 ai 12 anni e il solo fatto che risiedono in comuni diversi diventa un problema per la società di appartenenza. Esordienti del primo e del secondo anno e Allievi sono ancora molto legati alla scuola dell'obbligo: questi ragazzi sino a questo momento non hanno ancora potuto allenarsi sulle strade. Nella nostra regione ci sono dei velodromi (Cento, Forlì e Fiorenzuola, ndr) però anche qui dobbiamo sottostare alle regole dei comuni a cui appartengono gli impianti. Pertanto i prossimi incontri con regioni, province e società sono molto importanti ai fini del prosieguo del nostro sport».
Ercole Morselli, presidente del comitato provinciale della FCI, aggiunge: «Il nostro è un contatto continuo con le società della provincia per cercare di trovare la giusta soluzione, in modo particolare per le categorie dei più giovani. Il nostro vivaio non intendiamo perderlo, le società si stanno appoggiando a noi dirigenti cercando di risolvere questa serie di problemi».
«Siamo convinti che sarà difficile mantenere ciò che avevamo fatto le scorse stagioni- spiega Antonio Marchetti, vice presidente ciclistica Sozzigalli-. L'attuale situazione non ha precedenti. La nostra società ha sempre lavorato con i Giovanissimi e grazie a loro che ci hanno portato in sede ben nove maglie tricolori tra strada e pista. Abbiamo costruito un circuito su dello sterrato per permettere loro di allenarsi senza pericoli. Purtroppo non siamo mai saliti su quella pista in quanto ci sono dei veti che non lo permettono. Siamo speranzosi che al termine di queste riunioni si riesca a risolvere questo problema. Noi vogliamo salvare le cosidette categorie minori». Infine Augusto Bertoni direttore sportivo ciclistica Pavullese: «Il nostro mondo è quello dei Giovanissimi. Da queste categorie escono i campioni del domani. I dirigenti dello sport nazionale devono tanto a noi società della provincia. Per noi il ciclismo è lo sport più bello, vogliamo che ci aiutino a salvarlo. Crediamo in quello che stiamo facendo e pertanto facciamo affidamento ai dirigenti».—
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