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Dragan Travica conferma: «Perugia si è fatta avanti...»

F.C.
Dragan Travica conferma: «Perugia si è fatta avanti...»

L’ex regista gialloblù lascerà Padova per raccogliere l’eredità di De Cecco  

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La voce circolava ormai da diverso tempo e da ieri è anche ufficiale. Dragan Travica sarà il prossimo palleggiatore della Sir Safety Perugia. L'ex giocatore di Modena, dopo il rilancio con la casacca di Padova, si è guadagnato l'occasione di tornare alla ribalta e giocare per vincere lo scudetto, chiamato a sostituire il partente De Cecco (destinazione Civitanova) nella corazzata Perugia.

«Le voci sono vere, ma il mercato in questa fase è sospeso – ha raccontato l'ex alzatore della nazionale in un'intervista rilasciata a Il Mattino di Padova. Io, per una questione di rispetto verso questa maglia, avrei voluto terminare la stagione, centrare i playoff e poi pensare al prossimo campionato. A Padova, però, non si ha ancora un quadro di come sarà il futuro e non ho ricevuto proposte. Perugia invece si è fatta avanti e, come sapete, è una società che mi potrebbe consentire di raggiungere obiettivi importanti. Ho sempre pensato che se mai avessi lasciato Padova sarebbe stato solo per una realtà così ambiziosa, in grado di competere peri trofei che ogni giocatore sogna di vincere».

Un'occasione irrinunciabile per Travica che questa estate compirà 34 anni.

«Padova rimarrà casa mia: ho legato con dirigenza, compagni e staff, sono nato e vivo a Padova e mi piacerebbe tornare per chiudere la carriera qui. Sono stati tre anni molto belli e in questo campionato, finendo la stagione regolare al sesto posto, sono convinto che ci saremmo potuti togliere qualche soddisfazione ai playoff, perché non avremmo incrociato Civitanova e Perugia, e con le altre abbiamo dimostrato di potercela giocare».

Travica conclude la sua intervista parlando del taglio degli stipendi: «E' una trattativa difficile. Noi giocatori per primi ci siamo voluti togliere una parte degli stipendi e siamo ben consapevoli della situazione che stiamo attraversando, ma avevamo completato il 90% dell’attività e non aveva proprio senso sentirci proporre di ricevere il 60% di quanto pattuito a inizio stagione, come hanno proposto alcune società. C’è stato un passo avanti da parte dei club, ma secondo me doveva essere fatto prima. Il professionismo? Era un tema in auge, ma senza risorse è impensabile riproporlo. Credo, però, che proprio questa crisi possa far capire che un sistema professionistico sarebbe servito». —

F.C.

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