I percorsi meno affollati in città e in provincia scegliendo bene gli orari
Quali percorsi scegliere e quali evitare per riprendere ad allenarsi in sicurezza? Come in tante città anche a Modena, nel caso di una riapertura, saranno verosimilmente i parchi ad essere presi subito d’assalto. Attenzione, dunque, alle tradizionali sgambate all’interno dei vialetti e degli spazi di Parco Ferrari, Parco Amendola e Parco della Resistenza che potrebbero essere ulteriormente affollati da chi, più semplicemente, opterà per un po’ di riposo all’aria aperta dopo tante settimane di lockdown. Il consiglio è quindi quello di scegliere orari di minor afflusso oppure inventare percorsi alternativi, magari in zone poco trafficate e periferiche della città. Per chi cercasse un po’ più di tranquillità e sicurezza, invece, potrebbe essere una buona idea spostarsi fuori città. Diversi, infatti, sono i percorsi battuti da chi vuole allenarsi in mezzo alla natura a partire dagli argini dei fiumi. Dalla zona industriale di Modena Est si può correre sugli argini del Secchia potenzialmente fino alla zona dei laghetti Curiel di Campogalliano. Sull’altro fronte, invece, si può scegliere il fiume Panaro partendo da San Damaso e arrivando a San Donnino per poi prendere la ciclabile in direzione Vignola oppure il percorso del Tiepido, in sterrato, che conduce fino a Castelnuovo.
Questo itinerario è anche quello che classicamente ospita ogni 1 maggio la Camminata dei Salumifici, evento podistico per runner ‘professionisti’, amatoriali ma anche famiglie. Per chi abita in provincia o per chi ha tempo e voglia di allontanarsi ulteriormente dalla città, inoltre, ci sono i percorsi collinari che a loro volta sono tradizionalmente teatro delle gare podistiche della Primavera. Da Solignano parte la Camminata della Val Nizzola, che si snoda in direzione Castelvetro su diverse distanze, oppure si può scegliere il percorso che da Maranello arriva fino a Fogliano e, spostandoci ancor più verso la collina, i classici itinerari che da Sassuolo portano a San Michele e Montegibbo. Insomma, queste sono solo alcune delle tante possibilità che il nostro territorio offre e che sarà possibile sfruttare con grande senso di responsabilità, privilegiando come nel caso dei parchi e ove possibile gli orari di minor affluenza. —
A.L.
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