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Documento di 17 club su 20 

Ripartenza, sul protocollo i dubbi dei medici di Serie A Domani decide Spadafora

Stefano Scacchi
Ripartenza, sul protocollo i dubbi dei medici di Serie A Domani decide Spadafora

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milano

Una lettera piena di osservazioni al protocollo della commissione medica della Figc. Nel documento sono presenti i rilievi dei medici di 17 club su 20 di Serie A. Mancano solo Juventus, Genoa e Lazio.

È la nuova puntata della lunga querelle sulla ripresa degli allenamenti e del campionato. I punti più contestati sono legati all’eventualità di un calciatore positivo e al reperimento dei tamponi. Ma c’è anche chi contesta il ritiro blindato in caso di nuovi contagi. Perplessità che possono condizionare il dibattito alla vigilia del responso del ministro Spadafora sul protocollo, atteso per domani. Ma la Figc spiega che queste critiche erano già state esaminate all’ultima riunione con Spadafora. «E l’opzione “gruppo chiuso” – scrive la Federcalcio – era stata ritenuta all’unanimità la scelta che dava più garanzie. Questo perché, a oggi, il rischio zero non esiste. E, per onestà intellettuale, non si sa quando e se esisterà davvero». Chiaro il concetto: chi pensa che sia pericoloso ricominciare tra un mese, non creda che sia sicuro partire a settembre con la nuova stagione.

Su questo punto la differenza di vedute con i medici di A resta anche dopo la loro precisazione: «I quesiti non equivalgono a un parere sfavorevole sulla ripresa degli allenamenti. Non c’è alcuna preclusione. Siamo tutti perché il torneo venga concluso. Il problema è quando, perché va fatto in sicurezza. Noi siamo convinti che questa sicurezza si possa raggiungere, e la questione decisiva è la variabile tempo». Sullo sfondo il dilemma tra 4 e 18 maggio per riaprire i centri sportivi. I medici invitano a non forzare. —



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