Calcio dilettanti, Sibilia: «Rischiano di sparire il 30% dei club»
L’allarme del presidente della LND: «Alle società servono aiuti per sopravvivere Stagione finita? Per ora no, anche se serve un protocollo sanitario meno rigido»
Presto per decretare la fine dei campionati dilettantistici (“l’avessimo fatto, ci saremmo chiamati fuori dal tavolo delle decisioni”), che anzi non è da dare per scontata anche se “per il mondo dei Dilettanti serve un protocollo sanitario meno rigido”. E quanto alla stagione prossima si rischia “una perdita del 30% delle nostre società, serviranno aiuti”. Sono alcuni dei concetti più importanti espressi lunedì sera all’interno della storica trasmissione ”Zona D” da parte di Cosimo Sibilia, presidente della LND, in risposta via Skype alle domande del conduttore Beppe Indelicato e dei suoi collaboratori Guido Sani e Mirco Mariotti.
L’incertezza
“I campionati non sono ancora stati sospesi – ha detto Sibilia - perchè fino all’ultimo dobbiamo lasciare aperta la possibilità che i verdetti li emani il rettangolo di gioco. E poi, se l’avessimo già fatto autonomamente ci saremmo preclusi la possibilità di sedere al tavolo di chi prenderà le decisioni (il Consiglio Federale, ndr) e far valere le nostre ragioni. Non capisco cosa cambi se la sospensione ufficiale arrivi dieci giorni prima anzichè dieci dopo. Certe richieste di decretarla in anticipo (il richiamo è a iniziative come quella delle società di Eccellenza A “capitanate” dal Castelfranco, ndr) mi sembrano un po’ strumentali”.
Decisione unitaria
Riguardo alla possibilità di decisioni diverse da regione a regione, Sibilia è categorico: “Bisogna ragionare in un’ottica complessiva, altrimenti la Lega Dilettanti non si rafforza bensì si indebolisce”.
Protocolli
A fare da contraltare ad oggettivamente improbabili ottimismi, la valutazione di ordine sanitario: “La sicurezza garantita al calciatore dilettante deve essere la stessa del calciatore professionista, ma è indubbio che per il nostro mondo il protocollo dovrà essere meno rigido, altrimenti sarebbe durissimo ripartire. E anche sul piano psicologico, visto che la pandemia sta incidendo pure in questo senso, in campo torneremo solo se i giocatori saranno pronti”.
Promozioni o no?
Sui verdetti in caso di sospensione definitiva: “Chi ha parlato (Ghirelli, presidente Lega Pro, ndr) di blocco delle retrocessioni dalla C ha espresso un interesse di parte; io sono fermo a quanto indicato nel comunicato n° 1 della stagione, che prescrive la promozione per le vincenti dei gironi di D. Differenze tra categorie? Serie D ed Eccellenza sono tra loro vincolate, dalla Promozione in giù si potrebbero anche adottare soluzioni diverse”.
Il futuro?
“Studi da noi commissionati stimano una potenziale perdita del 30% delle società, essenzialmente per scomparsa di sponsorizzazioni. Serviranno interventi di Governo, Coni e Figc, perchè noi siamo la base del calcio: gran parte dei giocatori professionisti si formano nei vivai dei nostri club”.—
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