Pacini, l’addio rinviato «Modena, a gennaio stavo per andarmene»
In queste settimane di quarantena Francesco Pacini ha mostrato ai tifosi del Modena quanto ci sappia fare ai fornelli, sfornando piatti da chef provetto e deliziando il palato del coinquilino Tiziano Tulissi. Oltre al guanto da forno, però, il portiere toscano spera di poter presto tornare ad infilare anche i guanti del mestiere: «In questo mese e mezzo di interruzione degli allenamenti - ha spiegato a “1912 Station”, web radio del club gialloblù - ho sicuramente avuto modo di affinare ancora di più la mia vena culinaria, cercando di limare alcuni difetti. Cucinare è una passione, l’ho sempre fatto con amore, ma non vedo l’ora di poter tornare a parare: per un portiere è difficile allenarsi a casa, anche se si ha a disposizione un giardino, perché manca il contatto costante con il pallone e la figura del preparatore, che nel nostro ruolo è fondamentale. Speriamo di poter tornare in campo, ma è chiaro che lo si potrà fare solo se si creeranno le condizioni idonee». Pacini ha poi svelato un retroscena sulla sua prima stagione da guardiano gialloblù, vissuta da vice di Gagno sia con Zironelli sia con Mignani: «A livello personale è stata un’annata particolare, perché non ho trovato spazio fino a gennaio. Proprio quando nel mercato invernale si era creata una soluzione che mi avrebbe permesso di giocare di più mi sono ritrovato titolare per la prima volta nella trasferta di Vicenza. Sono state ventiquattr’ore molto movimentate, stavo per andarmene da Modena e all’improvviso tutto è cambiato. Al di là di meriti o demeriti, che ritengo siano sempre soggettivi, le partite che ho giocato non sono state molto fortunate né per me né per la squadra». Il portiere canarino è cresciuto nel vivaio dell’Empoli: «Un settore giovanile da cui sono usciti tanti giocatori di valore, come Rugani e Hysaj che giocavano assieme a me e oggi sono nella Juve e nel Napoli. La nostra squadra era molto forte: siamo arrivati tre volte in finale scudetto nelle categorie Giovanissimi e Allievi nazionali pur non riuscendo mai a vincere, battuti da Inter, Milan e Sampdoria. Empoli è un pezzo importante della mia vita, perché lì mi sono diplomato, ho preso la patente e ho avuto le prime storie sentimentali. Penso - ha concluso Pacini - che quando smetterò di giocare tornerò a vivere lì». —
M.C.
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