Ritiri blindati, controlli continui sullo stato di salute e sanificazioni
Ecco le indicazioni contenute nel protocollo sanitario che la commissione speciale istituita dalla Federcalcio per affrontare l’emergenza Coronavirus in vista di una possibile ripartenza, ha inviato al ministro Spadafora. Un protocollo ritenuto ancora insufficiente dal Governo. Screening quotidiani, sanificazione ambientali, dispositivi di protezione a mensa, distanza sociale obbligatoria nei ritiri super blindati. Nel protocollo si fa quindi riferimento al cosiddetto «gruppo squadra» (formato, oltre che dai calciatori, anche da staff tecnico, medici, fisioterapisti, magazzinieri e dal personale più a stretto contatto con i giocatori) che dovrà essere identificato e convocato 3-4 giorni prima della ripresa per le procedure di screening iniziale (visita clinica, tamponi, test sierologici) per poi proseguire il lavoro in quello che viene definito un «ritiro permanente. Necessaria la sanificazione degli ambienti, con le società che dovranno assicurare la pulizia costante dei locali. Lo scenario potenziale ipotizzato dal protocollo prevede due gruppi: il primo con calciatori e staff tecnico tutti positivi/guariti, il secondo con chi invece ha un'anamnesi negativa. La seconda parte del documento, in cui vengono puntualizzate le disposizioni per i ritiri nei centri sportivi senza contatti esterni, si fa riferimento «alle due prime settimane di allenamento, con possibile estensione alla terza settimana», e si evidenzia «che nel caso sia presente una persona con Covid-19 si provveda all'immediato isolamento».
L'allenamento dei calciatori nella fase di ripresa (prima settimana) andrà limitato alle sedute di preparazione atletica e tecnica individuale. «È preferibile organizzare le sedute all'aperto disponendo i calciatori a distanza di almeno 2 metri l'uno dall'altro e in gruppi poco numerosi» - si legge nel protocollo -. Per le sedute in palestra, è raccomandato di programmare la presenza dei calciatori e di posizionare i macchinari/attrezzi ad almeno 2 metri di distanza tra loro. Prevedere l'uso di guanti e assicurarsi che l'ambiente sia ben areato e con ventilazione forzata, senza ricircolo dell'aria». Nella fase successiva (seconda ed eventuale terza settimana) si procederà quindi ad una progressione del lavoro tecnico, inserendo esercizi specifici e di gruppo fino alle simulazioni delle fasi di gioco (partitella e schemi). Anche negli spogliatoi si dovrà garantire il distanziamento dei calciatori di almeno 2 metri e, qualora non fosse possibile, «andrà scaglionato l'ingresso per consentire distanze corrette. È preferibile che le docce, almeno nella prima settimana, siano fatte nelle singole camere (foresteria/albergo)». L'accesso alla sala ristorante infine sarà contingentato e con uso di mascherina e i pasti dovranno essere serviti self-service. Alcune squadre risolveranno la questione isolamento nel proprio centro sportivo (che dovrà essere ovviamente sanificato), altre avranno invece bisogno di appoggiarsi a una struttura esterna. —
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