Il 7 maggio riunione tra i club della C e il presidente Ghirelli per decidere cosa fare
Il verdetto della chiusura definitiva del campionato di serie C è nell’aria, ma non è ancora stata presa una decisione definitiva in proposito. Potrebbe arrivare nella riunione in videoconferenza del 7 maggio quando il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, raccoglierà i pareri delle sessanta società della terza serie e inizierà a stringere i tempi. Il leader della serie C ha già incassato il parere negativo da parte di tutti i medici dei club di C che in coro hanno sconsigliato la ripartenza del campionato non avendo la categoria i mezzi e le strutture previste dal protocollo di sicurezza sanitario redatto dalla task force sanitaria della Figc e inviato al ministro Spadafora. Protocollo ritenuto ancora troppo morbido da parte del Governo, ma il cui contenuto non è assolutamente attuabile in Lega Pro.
Anche da parte dei presidenti della serie C, almeno per l’85% c’è la ferma volontà di terminare la stagione in anticipo raccogliendo la proposta avanzata da Ghirelli di bloccare le retrocessioni in serie D e di promuovere direttamente in B le prime classificate nei tre gironi al momento della sospensione: Monza, Vicenza e Reggina. Nei piani di Ghirelli c’era di affidare a una specie di playoff da giocarsi a sorteggio per decretare la quarta promozione tra i Cadetti, soluzione che ha fatto inorridire soprattutto il Carpi che, pur avendo giocato una partita in meno, detiene la miglior media punti del campionato, parametro caldeggiato come soluzione anche dall’Uefa che ha indicato i risultati sul campo come indicazione da seguire e non la ruota della fortuna.
Si annuncia quindi un’altra riunione “calda”. —
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