Le staffette e la Fratellanza, una storia di successi e record
L’amarcord nel giorno in cui tradizionalmente si sarebbero dovuti svolgere i campionati regionali di staffette
Per l’atletica giovanile il primo maggio è da anni sinonimo di campionati regionali di staffette. Lo stop a tutto il mondo dello sport cancellerà, per ora, questo appuntamento per il 2020, ma in casa Fratellanza è comunque un momento di piacevoli ricordi. La squadra femminile, che fino a qualche anno fa correva con i colori della Cittadella di Gianni Ferraguti, in 37 anni consecutivi, dal 1983 al 2019, ha vinto per ben 35 volte il titolo regionale ed in sole due edizioni è arrivata seconda, stabilendo un vero record che dimostra la capacità e l’entusiasmo di atleti e allenatori nel preparare la stagione all’aperto. In campo maschile le Promesse si sono laureate anche pochi mesi fa campioni italiani della 4x100 con il quartetto formato da Mark Obi Kalu, Andrei Zlatan, Matteo Ansaloni e Freider Fornasari. Andando, però, a ritroso nel tempo le fondamenta della tradizione delle staffette sono da ricercare circa 35 anni fa, con la storica staffetta di “Milano ’83” ed il record italiano Cadetti che ha “tenuto botta” per ben 15 anni, nonostante fosse stato registrato con delle normali scarpe di gomma che a quei tempi erano le uniche consentite per la categoria. Il record fu poi battuto dopo alcuni anni quando i chiodi sotto le scarpe erano già stati ammessi agli Under 16. Quella gara è un ricordo inossidabile e pieno di emozioni per Mario Romano, che oggi come allora era impegnato ad allenare al meglio i suoi velocisti. Nell’83 i quattro velocisti Angelo Lai, Andrea Bonaccini, Nicola Romano (figlio di Mario) e Marco Botti diedero inizio ad un’epoca incredibilmente vittoriosa per le staffette modenesi. Gli atleti vennero descritti dalla stampa di allora come quattro frecce bianche, mentre Mario Romano preferiva chiamarli i suoi “moschettieri”. Negli anni successivi la formazione continuò a vincere imperterrita con la sola variazione del secondo frazionista che cambiò in ogni annata. I capisaldi della staffetta furono dunque il figlio di Mario Romano insieme a Lai e Botti, entrambi di Montefiorino. I due velocisti erano soliti, nel caso di gare distribuite su due giorni in giro per la regione, non rincasare e passare la notte in palestra a riposare sul materassone del salto in alto, dimostrando comunque di saper fronteggiare le gare del giorno seguente. “Erano altri tempi” commenta sorridendo Gianni Ferraguti. Nella categoria Allievi ad aggiungersi al team fu Martignani nell’84 e Carlo Muzzioli nel 1985, uno degli attuali allenatori del settore salti in estensione. Anche da Allievi i modenesi seppero distinguersi vincendo il titolo e realizzando il record italiano di categoria nel 1984 con 42”85. Da Junior ad affiancare Lai, Nicola e Botti in seconda frazione fu Brandoli. —
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