Il motociclismo tra incertezze e sponsor in crisi
I piloti modenesi fervono anche se i vari campionati subiranno stravolgimenti e un programma compresso tra luglio ed ottobre
La FMI è al lavoro per cercare di salvare una stagione che non è ancora iniziata per via del Covid 19. La Federazione Motociclistica Nazionale sta valutando una serie di soluzioni per poter disputare almeno una parte della stagione annunciata con un periodo gare compresso fra luglio, settembre ed ottobre,un lasso di tempo che permetterebbe ai centauri di poter gareggiare in condizioni climatiche accettabili, dopo un test a giugno di verifica condizioni pista e di standard sicurezza. Si avrebbe (condizionale d’obbligo) un Civ 2020 ridotto a soli 4 round (tutti su doppia gara), 8 manche rispetto alle 12 previste a fine 2019, prima del blocco dovuto alla pandemia. Una soluzione per arginare questa stagione e poter eventualmente programmare la prossima senza intoppi con alcune incognite legate alle presenza effettive ed agli sponsor. Premesso che molti dei partecipanti ai campionati nazionali pagano di tasca propria l’eventuale partecipazione, c’è realmente da verificare chi potrebbe accettare una riduzione così drastica del calendario, chi potrebbe essere pronto per un’eventuale ripresa e chi ha le finanze per poter concludere la stagione. Molti dei centauri hanno sponsor che sicuramente risentono dell’attuale situazione di crisi: la conseguenza di dover investire nella propria azienda e non in eventuali sponsorizzazioni porterebbe a griglie ridotte ed a costi che resterebbero invariati. I team hanno avanzato alcune richieste agli organizzatori, 5 tappe per quel che riguarda il CIV, benzina libera (ma ELF è il main sponsor della manifestazione) gomme contingentate, riduzione del costo iscrizione non calcolato in base agli eventi mancanti ma che sia sostanzioso per ripartire, dubbi sul fine settimana lungo, il giovedi è utile soprattutto ai giovanissimi per conoscere piste nuove ma comporta un giorno in più nel paddock, un giorno in più di ferie, si valuta l’abolizione dell’utilizzo dei box che però comporterebbe un eccessivo affollamento paddock e forse creerebbe piu’ problemi che altro, riduzione del personale presente agli eventi per ogni team, blocco dello sviluppo con regolamento 2020 invariato anche nell’anno successivo. Stesse problematiche anche per Coppa Italia, Civ Junior e settore Mini moto per il quali si vocifera di un programma di tre eventi per il primo evento e quattro per gli appuntamenti legati al settore giovani, misure drastiche che potrebbero scoraggiare alcuni a partecipare creando vuoti in griglie già di per sè scarne. Al momento Samuele Santi e Federico Lacoi (Pre Moto3) Stefano Valla e Simone Saltarelli (National Trophy SS600), Luca Pini (Pirelli Cup Superbike) e Yuri Farinelli, Manuel Manca e Luca Di Gioia (Trofeo Amatori) Giorgio Berselli (Coppa Italia classe 600), Guido Berselli (MES 300)e Thomas Gibertoni (Supersport 600) restano in attesa anche se molti di loro vogliono partire nelle giuste condizioni. Gli allenamenti da casa non bastano più, per essere pronti bisogna risalire in moto e testare i tracciati che avranno problematiche legate agli standard sicurezza (controllo temperatura prima di entrare e durante l’evento) e legati alle piste che risentono dalla mancanza di grip e gommatura. —
N.M.
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