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Chi salverà lo sport se gli sponsor faranno le valige?

Chi salverà lo sport se gli sponsor faranno le valige?

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Ogni euro investito nello sport vale tre volte tanto. Filiera sportiva + presidi sociali + tessuto sanitario. Nel paese ci sono 12 milioni di ”tesserati” divisi fra Federazioni, Discipline Associate ed Enti di Promozione. Il libro mastro del Coni raduna 120mila società sportive e 150mila tra società o associazioni dilettantistiche. Marco Bellinazzo (Il Sole 24 Ore del 29 Aprile 2020) sostiene che la situazione attuale potrebbe farne implodere 50mila. A oggi gli Stadi sono vuoti. A oggi i Palazzetti dello Sport sono vuoti. A oggi le piscine sono vuote. A oggi è tutto fermo. Immobile. Si prova timidamente a consentire rari allenamenti vincolati da mille regole e doveri. Tutto necessario. Tutto fondamentale. Ma se un atleta starnutisce cosa accadrà? Serve, come l’acqua per il disidratato, introdurre immediatamente incentivi fiscali per gratificare le Aziende che promuovono l’attività attraverso campagne pubblicitarie effettuate da società e associazioni sportive, sia dilettantistiche che professionistiche. Credito d’imposta Forever! Togliere il tetto massimo odierno (200.000 euro). Vedere pure di poter detrarre l’Iva. L’epoca del mecenatismo puro e semplice è un ricordo. Lontano e sbiadito. Chi e che cosa convinceranno gli Sponsor a ripresentarsi? Cosa diranno ai loro operai? Al di là di dichiarazioni di prammatica (siano benedetti i nostri abbonati che hanno pagato per partite che non vedranno mai e non vogliono neppure essere risarciti), se si riceveranno solamente cortesi dinieghi dai vari Leo Shoes, Canovi Coperture, Kerakoll, Mapei e anche da tutti gli altri sarà come ritrovarsi nudi al Polo Nord il 3 di novembre. Il macigno non è fare una squadra competitiva. Trattenere questo o quel giocatore. Ma chi se ne importa! Queste sono le dita. La Luna è la Scomparsa. La chiusura totale. Definitiva. Si salvi chi può. Andrà tutto bene. Si illudevano E’ fondamentale garantire il posto di lavoro a Luca Rigolon e ai tanti altri addetti. Per lo Sport Vivo e Reale, ad oggi, sono rimasti alcuni che continuano a correre per conto proprio a piedi o forse in bicicletta- lungo le strade che non portano a niente alla ricerca di qualcosa che non trovano - (Nomadi) e altri che si tirano su di morale con esercizi ginnici davanti allo specchio. Per farsi compagnia. Ditemi di una qualsiasi gara o avvenimento motorio, anche a scopo benefico praticato a oggi. Chiusi, chi più chi meno in casa, rammentiamo il tempo che fu illudendoci che Franco Bertoli e i suoi compagni possano tornare quanto prima in palestra. Si spera che allo Stadio Braglia si riaccendano le luci. Come a San Siro. Sulla banchina ci ci sono tifosi neroverdi e sostengono che Il treno, oltre che a fermare a Yuma, farà una sosta al Mapei Stadium. Carpi, città della Moda, userà i suoi atleti per singolari sfilate? —

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