Boxe, guardia alta con il virus «Ci arrangiamo come Rocky»
I pugili delle Accademie di Modena e Sassuolo si allenano da casa utilizzando zaini, bottiglie e tappeti. «Ma speriamo di tornare quanto prima sul ring»
Tappeti da (ab)battere. Zaini ricolmi da sollevare. Bottiglie d’acqua usate come pesi. Sempre tenendo la guardia alta contro il virus. Così la boxe resiste alle limitazioni sanitarie. Si trasforma da sport di contatto per eccellenza in disciplina a distanza. Con il desiderio di tornare presto in palestra. L’Accademia Pugilistica Modenese ha tenuto compatte le linee dall’inizio della pandemia. «Viviamo il periodo come un infortunio sportivo - l’invito dell’allenatore Stefano Grillenzoni - facendo mantenimento in attesa di guarire: è il metodo migliore». Così sono nati «allenamenti alla Rocky», in cui «se ne vedono di tutti i colori». I cuori infuocati modenesi non si allenano nelle stalle né tra i boschi. Gli scenari sono i terrazzi, le stanze, i salotti, i giardini. Gli attrezzi diventano «bottiglie e zaini pieni di libri, sacchi riempiti con tappeti e cuscini: ci siamo arrangiati». Un arrangiamento da risuonare ogni giorno e in modo intensivo, rinforzando il corpo e la mente, simulando combattimenti. L’Accademia propone schemi di allenamento, lasciando spazio alla fantasia degli atleti. «Ti devi arrangiare cercando video - garantisce Smahane El Hannat - e seguendo dirette su YouTube». Da studentessa-lavoratrice affronta difficoltà «anche a livello di concentrazione» allenandosi a casa. L’aspetto che però più le manca è il ring. «Ogni tanto ci scriviamo sul nostro gruppo - prosegue El Hannat - perché la palestra è un altro conto. Ci si picchia, c’è il contatto. Non vedo l’ora di salire sul ring». «Appena tornerò in palestra farò subito sparring», ribadisce Soufiane Razzad. Studente-lavoratore, non abbandona i guantoni adattandosi con «qualsiasi cosa si trova a casa». Nota una riduzione nel carico degli allenamenti giornalieri perché «si fa un’ora e mezza al posto di due ore e mezza». L’aspetto più difficile è «la mancanza delle sensazioni che si hanno quando ci si allena con i compagni». Allenamenti a distanza anche per gli atleti della Boxe Academy Sassuolo. «Con Skype riusciamo a vederci - garantisce la presidente, Stefania Palumbo - ed è un po’ come sentirsi in palestra. Gli allenamenti in rete ti spronano a staccare la mente dalla crisi. Vedi il tuo maestro e i tuoi compagni». Palumbo nota un impegno sorprendente: «Ci aspettavamo ci fosse un cedimento - aggiunge la presidente - invece è avvenuto il contrario. I ragazzi stanno dando il massimo». «Cerchiamo di mantenere la migliore condizione psicofisica possibile», l’eco del tecnico Enzo Lo Bascio. L’allenatore segue gli atleti con Alessandro Gariboli. «Non stiamo facendo esercizi nuovi in questo periodo - prosegue il tecnico - ma stiamo rinforzando i movimenti che gli atleti già sanno fare. Si lavora molto sulla tecnica, comprendendo i passi avanti dalle schede. Alla fine di ogni allenamento, chiudiamo con l’augurio di vederci presto». Entrambi immaginano il fatidico momento in cui si potrà riaprire la saracinesca della palestra. «Non appena sarà possibile ci abbracceremo, ci stringeremo le mani, ci daremo il cinque - anticipa lei -. Sono le azioni che mancano a tutti gli sportivi: i gesti di squadra». «Ripartiremo con la guardia molto alta - prevede lui - anche perché bisogna ricreare l’affinità perduta». —
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