Cesati: «Si può discutere tutto, ma non c’erano alternative»
«Personalmente non trovo giusto anche che vadano in B le prime con undici giornate ancora da disputare. Ma oggettivamente non si poteva tornare in campo»
«Di fronte all’impossibilità oggettiva di tornare in campo, una decisione andava presa ed è stata quella approvata dalla maggioranza delle società: si può non essere d’accordo, ma in questa situazione si fa fatica a dire cosa sia giusto o sbagliato». Roberto Cesati, digi del Modena, commenta con queste parole l’esito dell’assemblea di Lega Pro, scegliendo invece un «no comment» sul possibile ingaggio di Luca Matteassi come neo diesse: «Ora tutto dovrà essere ratificato agli organi competenti – prosegue – e vedremo quali saranno le decisioni finali. Nel momento in cui si smette di giocare, perché la decisione fondamentale è stata questa con una maggioranza bulgara, ogni scelta lasciava il tempo che trovava. Per uno sportivo l’unico verdetto sarà sempre quello espresso dal campo: personalmente posso non approvare alcuna cosa, non solo la quarta squadra promossa ma anche il fatto che vadano in B le prime classificate quando mancavano undici giornate e che nessuna retroceda, così come potrei dire che avrei voluto giocare i playoff perché il Modena se li stava meritando e chissà cosa sarebbe potuto accadere, ma se l’impossibilità di riprendere il campionato è un dato oggettivo una soluzione la si doveva trovare. La Lega Pro ha scelto il parametro del merito sportivo, lo ha determinato e mi pare che questa fosse l’unica soluzione possibile, oltre a quella che crea meno problemi. Poi è chiaro che non acconti tutti, come immaginavo, ma si deve cercare di portare avanti un discorso sensato a livello di categoria in un momento nuovo, strano, imprevedibile, che speriamo non si verifichi mai più per la salute di tutti e per i danni che ha comportato. Ora si dovrà capire cosa faranno la serie A, la B e anche la D prima di fare un ragionamento più approfondito anche sui prossimi campionati». —
M.C.
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