Sanguanini: «Dilettanti, potremmo cambiare i format dei campionati»
Calcio dilettanti. Il vice presidente del Crer: «Stop ormai scontato, credo che la prossima stagione sarà un’annata di transizione»
l’intervista
«Lo spostamento del Consiglio Federale che avrebbe dovuto svolgersi oggi a data da destinarsi? Per noi dilettanti è un fatto positivo». E’ l’opinione del vicepresidente del Crer Dorindo Sanguanini. «Riunendosi – spiega - dopo essersi incontrata con il Comitato Tecnico-Scientifico (ieri pomeriggio ndr), la Federcalcio potrà così sancire la scontata definitiva sospensione dei nostri campionati basandosi sul pensiero degli esperti in campo sanitario, e quindi con un’autorevolezza che in caso contrario non avrebbe avuto. In fondo, avere la sentenza una settimana prima o dopo ormai non fa differenza: non vedo quante società in questo momento possano aver fretta di programmare il proprio futuro…». Chi invece sicuramente in termini di programmazione e decisioni in genere avrà il suo bel da fare a breve saranno gli organi federali, ai più vari livelli. Dopo appunto il Consiglio Federale, da cui come ammesso da Sanguanini non potrà che giungere l’annuncio che i campionati dilettantistici 2019/20 non termineranno, a seguire ci saranno a stretto giro di posta altri due passaggi importanti. Il primo è l’Assemblea della Lega Dilettanti, in cui il “numero uno” Sibilia e i 20 presidenti regionali dovranno decidere su un tema scottante: quello se far assegnare a questa staigone “monca” verdetti, ossia promozioni e retrocessioni, o meno, e se nel numero previsto dalle Carte Federali o con delle variazioni. A seguire sarà la volta del Consiglio Regionale, che ha autonomia decisionale riguardo ai “format” dei propri campionati e alla loro modifica e quindi potrebbe pianificare la stagione 2020/21 con caratteristiche diverse da quelle a cui da anni siamo abituati.
«Potrebbe essere un’annata di transizione», anticipa infatti Sanguanini. Del resto, chi oggi può escludere che ai primi di settembre i dati sul Covid possano essere tali da non consentire ancora una ripresa dell’attività agonisica? Oppure che, anche in caso contrario, la da alcuni ventilata risalita della curva epidemiologica in autunno non costringa a uno stop magari dopo poche giornate? In entrambi i casi, diventa perciò necessario prevedere campionati più corti, e ciò potrebbe significare aumento del numero dei gironi con sensibile riduzione del numero delle squadre per raggruppamento. «In tal modo tra l’altro – osserva Sanguanini – sparirebbero le lunghe trasferte, con una riduzione delle spese per le società stesse». —
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