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Tai Aguero: «Non voglio concludere la mia carriera con un infortunio»

Andrea Lolli
Tai Aguero: «Non voglio concludere la mia carriera con un infortunio»

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Un ritrovo di campionesse, con un filo comune sia in maglia azzurra che sotto la Ghirlandina, ma anche la grande voglia di Tai Aguero di non mollare e di dare un finale diverso alla sua carriera pallavolistica. Se sul campo la stagione è terminata in grande anticipo, la Pallavolo Montale ha deciso di prolungarla sul web con il nuovo format “Il mercoledì delle Ce…lebri”, ideato e condotto dall’ufficio stampa Giovanni Cristiano e dallo speaker/dj Fabrizo “Bitto” Di Paolo. Dopo l’esordio con la palleggiatrice Sara Sandoni subito un appuntamento speciale con la campionessa italo/cubana e altre ospiti d’eccezione quali Francesca Piccinini e Simona Rinieri. Un viaggio nel passato con tre atlete che hanno vestito tra il 2007 ed il 2009 tutte insieme la maglia azzurra, mentre con quest’ultima Tai ha condiviso anche l’esperienza con l’Universal di Rino Astarita. Tra aneddoti e curiosità, però, non è passata inosservata la grande voglia della Aguero di mettersi alle spalle gli ultimi brutti mesi, con un sogno nel cassetto: «Non mi aspettavo questo infortunio alla mia età, ora però cerco di non pensarci più e non voglio che la mia carriera finisca così. In qualche modo mi devo riscattare. Ora sto benone, pian piano mi sto riprendendo, ma credo che nella vita non ci voglia fretta. Io sono una combattente quindi vedremo il prossimo anno se ci sarà una sorpresa oppure no».

In maglia Exacer Montale l’Aguero ha trovato una vera e propria famiglia che l’ha accolta e da cui lei stessa sente di aver imparato e poter imparare ancora tanto: «Per capire il mio carattere bisogna vivere con me tutti i giorni. A volte dispiace essere giudicata da chi non ti conosce. Io posso dire che mi trovo molto bene in questo gruppo, per tante mie compagne potrei essere come una mamma. Mi piace giocare con le giovani perché sono felice che loro imparino, prendano le cose buone, ma in questo modo anche io imparo da loro ed è una grande soddisfazione. Il mio rapporto con loro è sia da madre che da amica».

Un rapporto speciale con la squadra, ma anche con chi ha l’ha portata a Montale: «Il presidente Barberini è come un padre, l’ho sentito anche qualche giorno fa e credo sia il migliore presidente che io abbia mai avuto come persona, specialmente per la sua umanità. Gli voglio un grandissimo bene». —

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