«La Federazione si muova sui Dilettanti, ma le riforme le farà il Coronavirus»
«Tante società sono già in crisi e dalla serie C in giù chi non avrà una proprietà solida rischia Bisogna salvare i settori giovanili, una scuola calcio è scuola di vita»
“Sospensione dei campionati dilettantistici non ancora annunciata? Non mi pare troppo importante, tanto dovrebbe essere ormai assodato per tutti che sarà così. L’importante è che nelle stanze di comando non perdano troppo tempo, anzi magari ci stiano già pensando, a rimodulare la prossima stagione anche a livello dilettantistico, perché che anche nel calcio minore ci dovrà essere un riforma dei campionati mi pare scontato”. A parlare è Gianni Balugani, una delle figure di maggiore esperienza del calcio modenese non solo per le 74 primavere in arrivo (il 25 maggio) ma per il suo pedigree calcistico che lo ha visto giocatore e poi per oltre 25 anni allenatore a livello professionistica (soprattutto in terza serie). Ha però anche, lavorando a lungo per il Formigine da responsabile del settore giovanile e, in due distinte occasioni, sulla panchina della prima squadra (su cui ora siede il figlio Davide), profondamente conosciuto il calcio dilettantistico nostrano, ed è quindi legittimato ad esprimere il suo pensiero su quello che ne potrà essere il futuro, a cominciare dalla prima decisione importante che andrà presa: quella sui verdetti per questa stagione “monca”. “Io credo – dice Balugani – che chi al momento dell’interruzione era primo è giusto abbia la possibilità di salire di categoria. Quanto alle retrocessioni, invece, credo si possano tranquillamente annullare perchè non ci sarà bisogno che sia la classifica a deciderle: lo faranno gli effetti del coronavirus. Molte società erano già morose e inadempienti nei confronti della Federazione o dei propri tesserati prima dello scoppio dell’epidemia, figuriamoci come potranno trovarsi con gli effetti della crisi economica provocata dal Covid. Chi non avrà una dirigenza solida alle spalle o non sarà stato attento in precedenza a fare il passo magari anche un pelo più corto della gamba, il prossimo anno mancherà all’appello. In Serie C, come si sta da tempo dicendo, e a cascata anche tra i Dilettanti. Ecco perché sarà necessario ripensare gli organici della prossima stagione. Tenendo sempre presente che, se la programmazione e il piano per la ripresa nei tempi ordinari va fatto, sarà poi l’evoluzione dell’epidemia a dirci all’ultimo momento se la macchina potrà mettersi in moto o no. Bisogna sperare che, in attesa del vaccino, si trovi un qualche medicinale in grado di contrastare con forza il virus, scongiurando un nuovo peggioramento a fine estate. Non si può infatti pensare che i giocatori debbano andare sempre a farsi la doccia a casa propria; come farebbero per le trasferte?” Un capitolo a parte poi è quello del calcio giovanile, per il quale secondo Balugani le incognite sono ancora maggiori che per i seniores: “La necessità di distanziare maggiormente i vari gruppi e categorie passa per una maggiore disponibilità di spazi e orari, ma già ora alcune società trovavano difficoltà ad avere campi liberi per tutte le squadre del loro vivaio, e quanto agli orari bisogna tenere presente che molti allenatori lavorano e non hanno molta flessibilità. Senza contare la possibile trasformazione dei tempi scolastici, con classi che potrebbero avere le lezioni di pomeriggio. Io mi auguro che l’attività giovanile possa ripartire, perché la scuola calcio è anche scuola di vita, ma le difficoltà ci sono”. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
