Gazzetta di Modena

Sport

11 maggio 2000, finisce un’attesa durata 27 anni: tricolore alla Phone Limited

Fabio Rossi/Andrea Lolli
11 maggio 2000, finisce un’attesa durata 27 anni: tricolore alla Phone Limited

Ne sono passati 20 da quella magica, indimenticabile notte di Reggio Calabria quando davanti a 11000 spettatori la squadra di Lang Ping conquistò lo scudetto 

3 MINUTI DI LETTURA





Fabio Rossi/Andrea Lolli

Qual è il sogno di ogni sportivo? Vincere un giorno lo scudetto, se poi questo accade davanti a oltre 11.000 spettatori, in casa degli avversari, bé, allora è proprio il massimo.

Sono passati 20 anni da quell’11 maggio dell’anno 2000, vent’anni, una eternità davvero, e ne erano passati addirittura 27 dall’ultima volta di Modena campione d’Italia nel volley femminile. Per questo l’impresa compiuta dalla Phone Limited di Francesco Pini è ormai entrata nella leggenda che, purtroppo, visto il disinteresse di una città che invece meriterebbe di non vivere di sola pallavolo maschile, pare destinata a rimanere tale.

EMOZIONE UNICA

Antonina Zetova, come tutte, ma più di tutte, ha lasciato una firma indelebile su quell’11 maggio.

«Mi ricordo ogni istante di quella partita, impossibile dimenticarla. La nostra finale iniziò però molto prima, da quando avevamo perso in meno di un’ora la Coppa Italia proprio contro Reggio Calabria. Loro erano fortissime, ancor oggi ripensando che avevano Irina (Kirillova ndr), Ruiz, Costa e Fernandez, le tre cubane, sono orgogliosa di essere riuscita a batterle nel momento più importante della stagione. Dopo quel 3-0 che subimmo in Coppa Jenny (Lang Ping) ci spiegò che dovevamo lavorare duro se avessimo voluto conquistare quello scudetto e così fu, ogni giorno in palestra tante ore fino quella finale meravigliosa a cui arrivammo preparate e con un livello di gioco diverso e molto più alto rispetto al passato».

«Loro avevano perso una sola partita in tutta la regular season e forse ci sottovalutarono, tra l’altro in semifinale dovettero combattere a lungo contro Perugia. Forse erano un po’ stanche mentalmente all’inizio della finale e così noi le sorprendemmo vincendo gara 1 e poi gara 2 in casa loro. Adesso posso dirvelo: prima di gara 1 passammo 8 ore in palestra tra video e allenamenti tecnici, arrivammo a quell’evento molto preparate, conoscevamo ogni aspetto del loro gioco».

Sul 2-0 tutti volevano festeggiare in casa e invece ...

«Invece proprio perché loro erano formidabili rimontarono e ci obbligarono alla bella che si giocava in casa loro. Una notte che non dimenticherò mai per tutta la mia vita, oggi si parla di 11.000 spettatori, ma erano almeno 15000 e intorno al palasport di Reggio Calabia ce ne erano almeno 5000 pronti a far festa. A festeggiare fummo però noi, 3-0 e scudetto con un charter che ci aspettava per riportarci a casa subito: che cosa ci disse Lang Ping prima di quella sfida impossibile? Solo questo: “Adesso uscite dallo spogliatoio e fate vedere la vostra miglior pallavolo”, lei era incredibilmente tranquilla e sicura che ce l’avremmo fatta e questo fu decisivo perché trasmise a noi la sua forza. Jenny è stata fondamentale».

IL VINCENTE

Lorenzo Tubertini, modenese, oggi coach di Cisterna in SuperLega, in carriera di scudetti ne ha vinti quattro, ed è l’unico ad aver conquistato il tricolore a Modena sia in campo maschile (2002-2016) che in quello femminile.

«Vent’anni fa lavoravo nello staff di Lang Ping, da cui ho imparato cose fondamentali per la mia carriera futura, grande persona e grande allenatrice: avevo un buon rapporto con lei e con coach Li, il suo secondo. Nel volley femminile ero alla fine di un percorso dopo aver vissuto gli anni di Giorgio Barbieri e di Amoros.

Di quella finale del 2000 porterò sempre con me l’immagine di quel palazzetto a Reggio Calabria, una marea di gente aspettava solo di festeggiare il tricolore e invece vincemmo noi 3-0. Fu la partita perfetta di quella squadra che da mesi aspettava la rivincita dopo aver perso la Coppa Italia. Lang Ping scelse la regista più esperta per gara 5, cioè Neli Marinova, perché Salinas era un talento emergente, ma ancora molto giovane per partite di quel tipo. Ricordo che tornammo a casa con un volo charter, alcuni dirigenti invece in treno solo il giorno dopo, a Bologna ci attendevano i nostri tifosi. Forse quello scudetto, davvero storico e irripetibile, avrebbe meritato di essere festeggiato di più da una città come Modena, che oggi si ritrova, ed è un vero peccato, senza una grande squadra femminile». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google