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Intervista al manager modenese 

Coronavirus e motori Lotti: «Per arginare la crisi bisognerà ridurre i costi»

Nazzareno Marangon
Coronavirus e motori Lotti: «Per arginare la crisi bisognerà ridurre i costi»

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Marcello Lotti, veterano manager modenese padre fondatore del WTCC e del TCR, in questa stagione avrebbe presentato il campionato ETCR che, come si evince dalla sigla iniziale, è completamente elettrico. Il progetto è slittato al 2021, il Covid-19 ha posticipato tutto di almeno quattro mesi sulle tabelle di marcia e questo comporta una presentazione della vettura laboratorio a settembre e test in pista ad ottobre. Nel progetto ETCR Lotti vuole trasferire parte del dna che ha contribuito a far crescere nel turismo il TCR, evitando vetture che siano dei “missili fuori controllo” con componenti che siano più vicini alla serie possibile per contenere i costi, l’evoluzione a carico dei team presenti ci sarà ma nel pacchetto ETCR è presente un kit integrato per abbassare i costi. «Le ripercussioni del virus - dice Lotti - si vedranno soprattutto nella prossima stagione e per questo si punta a ridurre al minimo i costi per poter permettere griglie importanti, rimettendo le vetture al centro del progetto. Situazione simile nel TCR che con la propria formula che sta appassionando tutti, la speranza è di ripartire a giugno ma più realisticamente si parla di settembre con eventi ridotti mantenendo lo stesso numero di gare». Lotti, veterinario, alla fine degli anni 90 viene proiettato nel mondo dalla pista, pur nascendo con direttore sportivo nei rally. Bmw Italia gli affida le prime vetture nel turismo «quello vero - dice lui - dove le gare erano utilizzate per sviluppare e portare migliorie alle vetture di serie, non come ora dove le vetture uscite dai concessionari sono molto racing. Un turismo dove ci si conosceva tutti, si era amici ma rivali solamente nella gara, con le case costruttrici che investivano cifre importanti». Lotti è uno dei fondatori del mondiale WTCC «avevamo un idea ma nulla più. Abbiamo trovato una decina di vetture per la prima stagione, poi da lì siamo cresciuti, ho incontrato personalmente Bernie Ecclestone che ha appoggiato la mia proposta, caldeggiato da Max Mosley e pian piano siamo cresciuti creando interesse delle case automobilistiche e di importanti piloti come Alex Zanardi, Fabrizio Giovanardi, Gabriele Tarquini, Gianni Morbidelli e Jorg Muller. E’ stato un buon successo, sono rimasto fino al 2013 poi mi sono fatto da parte. La nascita del TCR avviene dopo la mia uscita dal WTCC, vedevo che il turismo non era più quello che intendevo io, regolamenti differenti, non erano gli organizzatori a fare le regole, ma ogni casa costruttrice voleva dire la sua, non mi piaceva. Ci siamo guardati attorno alla ricerca di vetture che potessero dar vita ad un nuovo format di turismo a costi contenuti, vetture performanti già di serie senza ulteriori uscite economiche e che potessero comporre un campionato alla portata di tutti. Ecclestone approva il campionato e permette al TCR si disputare tre prove nel fine settimana della Formula 1, una grande visibilità a livello promozionale». Attualmente il manager modenese è impegnato nel progetto elettrico che,partito tre anni fa, vuole ritagliarsi uno spazio importante nel panorama turismo. A differenza dell’attuale Formula E che corre nelle città e utilizza generatori diesel, ETCR ha sottoscritto un contratto per fornitura di generatori ad idrogeno per un campionato totalmente ad impatto zero.—

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