Ringrazio Ciotti, Ameri e la rivoluzione di 90° Minuto
Il 10 gennaio 1960 venne inaugurata una trasmissione che avrebbe modificato il costume e le abitudini degli italiani: “Tutto il Calcio Minuto per Minuto”. A oggi la Serie C ripone i calzari e “scaglia” il Carpi in una possibile Serie B. Bari e Reggiana contrasteranno il verdetto espresso dall’Assemblea di Lega Pro.
Alla domenica, quando passeggiavano sul corso con l’amata, gli uomini tenevano incollata la radiolina all’orecchio. Massimo Troisi in “Scusate il ritardo”. Lui e lei sotto le coperte, la radio in sottofondo.
Il Cesena passa in vantaggio a Napoli e l’attore napoletano: «Non è che non ti amo… è che il Napoli sta perdendo col Cesena… a Napoli… con tutti i soldi che hanno speso…».
A oggi il “Canarino gialloblù” prova a ingaggiare il Direttore Sportivo ex-Piacenza, Matteassi. Sarà questa la scelta vincente? La domenica del villaggio degli anni Sessanta e Settanta fotografa lei vestita della festa, lui sottobraccio, ma con l’orecchio a San Siro, al Comunale di Torino, all’Olimpico di Roma o al Cibali di Catania.
A oggi il Sassuolo continua a far correre, due per volta, i propri alfieri sui prati di casa.
La trasmissione in diretta tv, in contemporanea, di tutte le partite di serie A, ha reso la radiocronaca un oggetto di culto per un numero di appassionati sempre più sparuto.
Ma fino agli anni Novanta, “Tutto il calcio minuto per minuto” è stato la colonna sonora di un Italia che non c’è più. A oggi il Modena Volley Leo Shoes cerca di perdere meno “pezzi” possibili. I soldi sono finiti! La trasmissione prevede in origine il collegamento da quattro campi, per il solo secondo tempo, mentre gli altri risultati vengono aggiornati dallo studio centrale dove per ventotto anni, le operazioni saranno dirette da Roberto Bortoluzzi.
Il giorno dell’esordio Nicolò Carosio è a Milano, Enrico Ameri a Bologna, Andrea Boscione ad Alessandria. A oggi regnano litigi e discussioni infinite. Non ci sono interruzioni per i gol, un protocollo che toccherà ad Ameri stravolgere, da Milano, per segnalare una rete di Pedro Manfredini in Inter-Roma 1-3. A oggi gli Stadi sono vuoti.
È l’inizio di un formato radiofonico che farà storia, epoca e leggenda: «Scusa Ameri…, scusa Ciotti…, linea allo studio…».si ascoltava ovunque, in macchina e a passeggio, in pullman o sullo skilift, mentre si preparavano gli esami oppure al distributore di benzina, dove il gestore, la domenica pomeriggio, sicuramente teneva la radio accesa e appoggiata sulla pompa. A oggi le realtà sportive sono in enorme difficoltà. Ai fedelissimi bastava carpire una parola qui e una là per sapere cosa succedeva sui campi. Un boato sulla voce baritonale e inconfondibile di Ciotti dall’Olimpico di Roma voleva dire che aveva segnato la squadra di casa, o la Roma o la Lazio. Il silenzio era sinonimo di gol degli avversari.
Guglielmo Moretti, che aveva inventato il programma assieme a Sergio Zavoli e Roberto Bortoluzzi, lo aveva copiato da una trasmissione francese. Rammento la sua sigla indimenticabile («A taste of Honey» degli americani Scott e Marlow, per la tromba di Herb Alpert).
Grazie a Claudio Ferretti , Adone Carapezzi, Ezio Luzzi, Piero Pasini, Enzo Foglianese, Massimo Valentini, Beppe Viola, Andrea Boscione, Nico Sapio, Italo Moretti, Luca Liguori, Italo Gagliano, Luigi Necco, Giorgio Bubba, Mario Gismondi, Marcello Giannini, Everardo Dalla Noce, Nuccio Puleo, Massimo Carboni per le emozioni che mi hanno regalato. (Grazie per le note storiche a Gianluca Barca). —
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