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Sassuolo, 22 anni fa le lacrime di Trento e il definitivo addio al mondo dei dilettanti

Stefano Aravecchia
Sassuolo, 22 anni fa le lacrime di Trento e il definitivo addio al mondo dei dilettanti

Calcio. Il 10 maggio 1998 a Varese i neroverdi persero ai rigori lo spareggio per la C2, poi vennero ripescati 

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l’amarcord

Stefano Aravecchia

Ogni tifoso neroverde ha scolpite nella memoria le esaltanti vicende del Sassuolo degli ultimi 15 anni, con la scalata dalla C2 alla serie A con la conquista dell’Europa. Ma in molti, soprattutto quelli più stagionati, non hanno dimenticato quel che è avvenuto ventidue anni fa, esattamente il 10 maggio 1998. Data che ha segnato una svolta nella storia del Sassuolo, da quel giorno mai più protagonista sui campi dei dilettanti.

LACRIME

Il Sassuolo, all’epoca militante nel campionato nazionale dilettanti (l’attuale serie D),chiude il campionato al primo posto a pari punti con il Trento. Ma in C2 sale una sola squadra, inevitabile lo spareggio. Lo scontro in gara secca si disputa allo stadio Ossola di Varese, davanti 2 mila tifosi trentini e a 600 sassolesi. Manca solo un pullman di supporters neroverdi rimasto in panne all’altezza di Piacenza. Di quel Sassuolo Rudy Baldelli è il presidente, l’indimenticato Giorgio Mariani il direttore sportivo e Antonio Fontanesi (subentrato dopo 11 giornate a Loris Boni) l’allenatore. L’obiettivo dichiarato di inizio stagione della società è quello di tornare tra i professionisti.

In quel caldo pomeriggio di Varese i neroverdi, che hanno impostato una partita d’attacco, giocano meglio dei trentini ma la difesa meno battuta del campionato ha la meglio costringendo Spezia, Paradiso e Luconi a sparare a salve. Dopo 120 minuti senza gol la beffa si materializza alla lotteria dei rigori. Di Santini, tradito dall’emozione con un tiro fiacco e centrale, l’errore decisivo per il 5-4 che promuove il Trento dopo l’ultimo rigore calciato da Orlandi alle spalle di Di Leo. Per i neroverdi lacrime amare, anche per la consapevolezza di avere sprecato una grande occasione. Le foto dell’epoca scattate da Franco Vignoli mostrano un Remo Morini seduto al centro del campo impietrito al fianco degli affranti Bedogni e Galli, col presidente Baldelli intento a consolare i giocatori sdraiati a terra e Mariani ad abbracciare Didonè. «Una dura mazzata, ma ci riprenderemo» - le parole di Baldelli nel dopopartita - che suonano come una profezia.

RIPESCAGGIO

Chi l’avrebbe mai detto che le lacrime di tutti i neroverdi e dei loro tifosi dopo l’errore dal dischetto di Santini, un paio di mesi dopo si sarebbero trasformate in un urlo di gioia. Quando ormai nessuno osava nemmeno sperarci, ad inizio agosto arriva la notizia del ripescaggio del Sassuolo in serie C2. Promozione a tavolino, ma sicuramente meritata.

Lo spareggio col Trento resta un momento storico: è stata l’ultima gara dei neroverdi in un campionato dilettantistico. In realtà nella stagione 2002/2003 il Sassuolo, al primo anno di sponsorizzazione Mapei, retrocede in serie D dopo la sconfitta ai play out contro l’Imolese, ma ad inizio agosto un altro ripescaggio evita ai neroverdi il ritorno nell’inferno dei dilettanti. L’anno dopo una sofferta salvezza (play out vinto con la Pro Vercelli) e l’inizio dell’era Squinzi con l’esaltante cavalcata fino al massimo palcoscenico del calcio italiano. Ma quello spareggio del 10 maggio 1998 a Varese nessun vero tifoso sassolese se l’è dimenticato.—



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