Il Carpi nelle mani di Gravina, sarà la Federcalcio a decidere tutto
L’Assemblea di Lega di Serie A ha fissato per il 13 giugno la ripresa dei campionati, Governo permettendo. Per la Serie C, invece, rimane tutto in alto mare in attesa del Consiglio federale, per il quale ancora non è stata fissata una data. Ma la giornata di ieri, come tutte oramai, ha portato più di una novità sulla strada che potrebbe condurre il Carpi in Serie B. La prima, la più importante, sta scritta in un articolo già ribattezzato ‘norma Gravina’ all’interno del ‘Decreto rilancio’ in via di approvazione.
POTERE ALLA FEDERAZIONE
Sarà la Federazione, e solo lei, ad “adottare, anche in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento sportivo, provvedimenti relativi all’annullamento, alla prosecuzione e alla conclusione delle competizioni e dei campionati”, compresa la definizione delle classifiche finali di questa stagione e la composizione della prossima. E’ un potere quasi infinito nelle mani del presidente federale Gabriele Gravina. Per il Carpi non cambia granchè. Dal Consiglio Federale doveva passare la proposta della Lega Pro, e dal Consiglio Federale dovrà passare ora. Non è invece più necessaria la ratifica del Coni, che difficilmente avrebbe ribaltato il tavolo.
TUTTI IN CAMPO?
Che Gravina sia fortemente intenzionato a giocare lo conferma la lettera spedita ieri al Ministro Spadafora, col quale la Federazione ha accettato le osservazioni del Cts e riscritto il protocollo sanitario con l’obiettivo di ricominciare gli allenamenti di gruppo a partire dal 18 maggio. Almeno per la Serie A. Che questo si possa fare con C e B sarà tutto da vedere, anche perché i medici continuano ad essere in subbuglio. Se non ripartissero, sarà la Federazione a decidere il numero di promozioni e retrocessioni, rimettendo in discussione anche la posizione del Carpi, ora in testa alla corsa per la quarta promozione sulla base delle decisioni assunte in Assemblea di Lega Pro.
RICORSI LAMPO
Il ‘Decreto rilancio’ porterà in dote anche la riduzioni dei gradi di giudizio in caso di ricorso. Quello che era solo il terzo grado, il Collegio di garanzia del Coni, diventa il primo e l’ultimo della Giustizia sportiva. In una quindicina di giorni potrebbe esprimersi sulle controversie. Dopo non rimarrebbero che gli strumenti della giustizia ordinaria: Tar e Consiglio di Stato. —
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