Sassuolo, Caputo scalpita «Ho voglia di giocare»
«Non vedo l’ora che si ricominci. Il mio obiettivo è raggiungere quota venti reti Il messaggio dopo il gol al Brescia ha fatto il giro del mondo, che orgoglio»
“L’obiettivo è di riprendere il campionato e di arrivare a segnare 20 reti a fine stagione. Così potrò regalarti la mia maglietta…”. Ciccio Caputo ha parlato su Instagram con il suo procuratore, Gaetano Fedele, in una diretta che ha ripercorso la carriera del bomber del Sassuolo. Non mancano gli accenni all’attualità: “Speriamo che il campionato riprenda – ha detto l’attaccante di Altamura – e di poter finalmente tornare a giocare. La nazionale azzurra? Cerco di far parlare il campo, vado avanti per la mia strada…”. Fedele sollecita Caputo sull’ormai famoso cartello esibito dopo la rete contro il Brescia in quella che, tuttora, è l’ultima partita giocata in serie A: “L’input me lo ha dato mia moglie, il pensiero ho voluto scriverlo io. Nessuno sapeva niente, è stata una mia iniziativa e in quel momento mi sentivo di mandare un messaggio a tutto il Paese. Un messaggio molto semplice ma che significava tanto, so che ha girato il mondo e ne sono orgoglioso”. La diretta sul social, però, è stata anche l’occasione per ripercorrere una carriera cominciata in Seconda categoria a 15 anni con il Torrito e arrivata fino alla serie A: “L’allenatore ha creduto in me, a 15/16 anni giocavo in Seconda categoria e abbiamo vinto sia quel campionato che la Prima categoria. Poi sono andato in Promozione, due in Eccellenza ad Altamura e da lì Daniele Faggiano mi ha portato a Noicattaro nell’allora serie C2”. Uno scalino dopo l’altro, fino alla serie B e, infine, al massimo campionato: “E’ stato un percorso lungo, ma in chi gioca nelle categorie inferiori c’è sempre l’obiettivo di andare in serie A. L’importante è fare le scelte giuste, anche grazie al mio procuratore, e anche quella del Sassuolo è stata condivisa e azzeccata. Posso dire però che la serie A è un mondo a parte, c’è una differenza enorme con la serie B: il mondo del calcio gira intorno alla serie A, è davvero tutto diverso rispetto alle altre categorie”.
Tornando al percorso compiuto, Caputo ricorda anche il ruolo della famiglia: “Da piccolo ho avuto la fortuna di non avere genitori che mi pressavano, ho fatto le mie scelte da solo ma loro mi hanno sempre sostenuto. Bisogna credere in quello che si fa, per quanto mi riguarda e i risultati sono venuti. Casa mia è la birra Pagnotta che produco insieme ai miei amici, ma anche il centro sportivo con circa 100 bambini della scuola calcio che porto avanti da sei anni. Cerco di essere presente il più possibile, voglio aiutare la mia terra”. Il finale, immancabile, è per il Fantacalcio di cui Caputo è ormai una sorta di totem: “Anche io gioco a Fantacalcio, quest’anno mi sono comprato e mi sono pagato davvero tanto… E’ una cosa simpatica e spontanea, cerco di rimanere in contatto con i fanta allenatori e mi diverto. Come mi diverto con gli eSports, spero di entrare nella squadra della serie A a fine stagione”. —
P.S.
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