Gazzetta di Modena

Sport

serie a 

Anche il Sassuolo schierato per la revisione del protocollo sugli allenamenti collettivi

Paolo Seghedoni
Anche il Sassuolo schierato per la revisione del protocollo sugli allenamenti collettivi

Quarantena, ritiro precampionato e responsabilità dei medici i punti contestati e ritenuti ostacoli insormontabili per la ripresa del campionato

2 MINUTI DI LETTURA







C’è anche il Sassuolo tra i club (capitanati in questo caso dall’Inter) che hanno chiesto modifiche al protocollo dell’ormai notissimo comitato tecnico scientifico (Cts) per il ritorno agli allenamenti di gruppo e, da lì, a rivedere (forse) il campo per terminare la stagione. Il club neroverde, sia pure con posizioni più sfumate rispetto ad altre società più energiche, ha da subito aderito ad alcune richieste e ieri mattina la riunione della Lega di serie A (un organismo ormai in riunione permanente da settimane) ha sortito come effetto quello di chiedere ufficialmente modifiche al protocollo. In buona sostanza i club che da subito hanno chiesto una revisione (oltre al Sassuolo e all’Inter anche Milan, Napoli, Atalanta, Sampdoria, Genoa, Fiorentina, Cagliari, Verona e Brescia) spingevano per cambiare alcuni punti del protocollo ritenendo impossibile, allo stato delle cose, riuscire a riprendere gli allenamenti in gruppo e di conseguenza la stagione. Ieri mattina la Lega ha effettivamente ragionato di questi dettagli e alla fine i tre punti critici sono stati accolti da tutte le squadre. I club che hanno fatto partire la protesta chiedevano cambiamenti in ordine alla quarantena per tutta la squadra in caso di un positivo, allo stringente ritiro precampionato e alla responsabilità tutta in capo ai medici sociali, non solo per i calciatori ma per tutto il gruppo (staff tecnico, collaboratori di vario genere) coinvolto nella ripartenza. La Lega di serie A ha emesso un comunicato da cui si deduce che la posizione del Sassuolo e degli altri club è stata sposata in toto: “I nodi cruciali sono tre: quarantena a tutta la squadra in caso di accertamento di una positività, ritiro precampionato e responsabilità dei medici sociali. Sono stati analizzati i punti del protocollo difficilmente attuabili e sono state costruttivamente elaborate alcune integrazioni atte a risolvere problematiche oggettive. Vi è stata una generale condivisione delle proposte finali, formulate per garantire una ripresa in piena sicurezza degli allenamenti di gruppo, che verranno tempestivamente sottoposte al Ministro per le politiche giovanili e lo Sport, al Ministro della Salute e al Cts".

Come diceva Gino Bartali? L’è tutto da rifare…

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google