Braconaro, medico Lega Pro dalla parte del Carpi: «La C non può riprendere»
Il protocollo sanitario? «Non è applicabile in Serie C», parola del dott. Francesco Braconaro, rappresentante dei medici della Lega Pro e membro della commissione medico scientifica della Figc. Le dichiarazioni confermano i timori dei medici e sono un duro colpo alle ipotesi di ripartenza caldeggiate in particolare da Bari e Reggiana: «Come rappresentante della Lega – ha detto a Radio Punto Nuovo – la prima cosa che ho fatto, è stato raccogliere tutte le difficoltà e criticità che i medici mi hanno evidenziato, un conto sono le strutture e risorse della Serie A e Serie B, ma in Serie C non ci sono le strutture necessarie. Oltretutto i medici di queste squadre non sono prettamente medici sociali, spesso fanno un part time, non è il loro lavoro principale. La gestione di un ritiro per 40-50 persone non è semplice ed ho raccolto tutte le perplessità sul protocollo. Abbiamo stimato che con il ritiro di 3 settimane, con accertamenti diagnostici, dispositivi di protezione individuale, alberghi, sanificazione, possa costare 100-150 mila euro per squadra. Pertanto si è deciso di sospendere». Ma ad ogni incrocio di questa vicenda si moltiplicano le strade, tanto che neppure Braconaro predica certezze sul futuro: «Sulla base di altri protocolli, andranno fatte delle riflessioni». Il 20 maggio, giorno del Consiglio federale, ne sapremo qualcosa in più. Il Carpi rimane alla finestra forte dell’investitura dell’Assemblea di Lega. —
F.G.
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