Linee guida del protocollo, manca l’ok E per il Sassuolo slitta la “ripresina”
Doveva essere il primo giorno di allenamenti collettivi, invece almeno per oggi si proseguirà con quelli individuali
Oggi è il giorno in cui riaprono al pubblico i negozi, i bar, i ristoranti, barbieri e parrucchiere, centri estetici. Riaprono molti uffici, milioni di italiani tornano al lavoro dopo due mesi di stop forzato o di smart work (che comunque resterà in voga ancora per molto tempo). Per il calcio, però, contrariamente a quanto fino a ieri sera pareva certo, non sarà il giorno della ripresa degli allenamenti in gruppo. Intorno alle 20.30 è uscita la notizia dello slittamento delle linee guida perché il Cts (il Comitato tecnico scientifico) non ha ancora validato il documento del Ministero dello Sport. In buona sostanza la ripresa, pur se con mille precauzioni e restrizioni, è ancora rinviata probabilmente di un giorno soltanto, anche se certezze come è evidente non ce ne sono. Al Mapei Football Center, che in mattinata sarà impegnato per i test e i tamponi d’obbligo, sarà comunque il giorno del ritorno del tecnico Roberto De Zerbi e del suo staff, ma i giocatori continueranno ad allenarsi in modo individuale come accaduto nelle ultime due settimane. Sembrava tutto pronto per gli allenamenti a piccoli gruppi, sempre con il distanziamento come stella polare. In pratica senza schemi e tantomeno partitelle, ma allenamenti in piccoli gruppi, anche con il pallone, sempre con una distanza di almeno due metri tra ciascun calciatore. Norme molto restrittive che al Mapei Football Center (sempre a porte chiuse) si vedranno soltanto quando il documento sarà validato, comunque nel corso dei prossimi giorni. Intanto il famoso protocollo ‘licenziato’ dalla commissione tecnico scientifica (e ricusato dalle società dopo un primo precario via libera) sarà rivisto, con ogni probabilità andando verso una soluzione ‘alla tedesca’. E’ noto che la Bundesliga (ma anche la Zweiteliga, la serie cadetta) hanno già ripreso le partite grazie a linee guida che prevedono, ad esempio, la quarantena solo per il singolo calciatore trovato positivo e non per tutto il gruppo. A quanto sembra occorreranno ancora tre o quattro giorni per questo nuovo protocollo, ma una risposta definitiva sulla ripartenza della serie A non dovrebbe arrivare prima della fine del mese di maggio. L’amministratore delegato neroverde, Giovanni Carnevali, non ha perso occasione per ribadire la linea del Sassuolo, quella di riprendere il campionato, pur nel rispetto della salute come bene primario da salvaguardare. E’ anche vero che, dopo le aperture del Ministro dello Sport Spadafora, sono arrivate le parole di prudenza del Premier Giuseppe Conte, ma il calcio spera di far rotolare di nuovo il pallone se non il 13 giugno almeno entro la fine del mese, condizione indispensabile per finire la stagione giocando tutte le partite in programma. Ma c’è anche un piano B, ovvero quello ricordato dal presidente della Figc Gravina, di disputare soltanto playoff e playout. Intanto alcuni nodi del protocollo si stanno sciogliendo: niente ritiro blindato ma tamponi e test sierologici in più per monitorare ogni squadra, e poi l’Inail ha fornito una interpretazione delle norme che sgravano da responsabilità civili o penali i datori di lavoro rispetto al rischio di ammalarsi di Covid da parte dei dipendenti, naturalmente se siano prese in modo adeguato le precauzioni e le misure necessarie. Per adesso di più non si può dire. —
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