Consiglio Federale, per il Carpi oggi è il giorno della verità
I biancorossi sperano che venga ratificata la promozione in B per merito sportivo. Ma la decisione potrebbe slittare
L’ora della verità scatterà oggi alle 12, quando il Consiglio federale si riunirà per decidere del futuro dei campionati. E chissà se sarà ‘tutta la verità, nient’altro che la verità’: uno degli scenari possibili, infatti, è che i venti consiglieri evitino di prendere decisioni definitive e che la vicenda si trascini ancora per giorni. L’intendimento della Federazione appare distintamente quello di riprendere la Serie A, obbiettivo non scontato che rischia di far passare in subordine per ragioni di opportunità ogni altra decisione. Comprese quelle che riguardano la Serie C. Meno controversa la posizione della D, per la quale si attende l’ufficializzazione del fine corsa.
IL NODO SERIE C
Le richieste dell’Assemblea di LegaPro sono chiare: blocco delle retrocessioni, niente ripescaggi dalla D, stop al campionato e promozione della quarta sulla base del merito sportivo. Criterio che premierebbero il Carpi, quarto dell’intera categoria come media punti. Sugli argomenti, il Consiglio potrebbe prendere tempo per verificare come e in che modo il nuovo protocollo sanitario, approvato nella serata di ieri dal Comitato tecnico scientifico, possa adattarsi alla Serie C. Ma neppure togliendo l’obbligatorietà del ritiro e alleggerendo le disposizioni di isolamento in caso di positività sembra si risolvano i nodi che rischiano di soffocare la Lega Pro, a partire dall’aspetto economico fino a quello sanitario che coinvolge medici già in rivolta. Difficile quindi prevedere cosa deciderà la Federazione: se chiederà a tutti i campionati professionistici di tornare in un qualche modo in campo (anche attraverso play-off riparatori) salvo verificarne la fattibilità nei giorni successivi, o se si arrenderà alle difficoltà chiudendo definitivamente anche la C per puntare tutto su A e (forse) B. Solo in quest’ultimo caso si parlerà di promozioni, e quindi del Carpi.
LA RIFORMA
Essendo questa l’aria che tira, vien da sé che risulta prematuro anche parlare della riforma dei campionati voluta da tanti, compreso il patron del Carpi Stefano Bonacini. Le ipotesi al vaglio della Federazione sono molte: da una versione minimale, con riduzione delle squadre della Serie C, ad una epocale con due gironi di B seguiti da una C d’elite a 20 squadre con un cuscinetto semiprofessionistico a separarla dalla D, sempre sotto il cappello della LegaPro. In mezzo tante soluzioni. Ma se mettere mano ai campionati è auspicato dai più, altra cosa sarà conciliare tutti gli interessi in gioco. Il destino di via Marx potrebbe passare anche da qui.
EUROPA IN ORDINE SPARSO
In Europa c’è chi ha gettato la spugna (Olanda, Francia, Belgio, Scozia e Cipro), chi ha ripreso (la Bundesliga tedesca), chi ha ufficializzato la data del ritorno in campo (Spagna e Russia) e chi, come l’Italia, è tuttora nel mezzo del cammino. Ancora più nel caos il panorama delle terze serie nazionali. Nella 3.liga tedesca, al contrario della Serie C italiana, sono molti i club che hanno espresso la volontà di ripartire. Questa sera è attesa la risposta della Federazione. In Spagna, la Segunda division (terzo gradino del calcio iberico) si è fermata, ma si cerca di coniugare riforma del campionato con un mini play-off che definisca le promosse in Liga2, anche se nessuna data è stata ufficializzata. In Russia, invece, la seconda e terza serie nazionali hanno terminato la stagione: giocherà solo la Premiere. —
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