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presidente del settore giovanile e scolastico figc 

Tisci: «Se a settembre il virus sarà ancora circolante non si ripartirà»

Giacomo Molteni

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Quale il futuro prossimo, cioè da settembre classico mese di inizio stagione, per il calcio giovanile?

I fari, se non di tutti dei più, sono puntati sul calcio “dei grandi”, Serie A in primis fino ovviamente al mondo dei Dilettanti. Ma le incognite più grosse relative alla ripresa dopo l’estate gravano sull’attività dell’esercito di ragazzi e bambini che dal lunedì al fine-settimana animano campi e campetti di ogni provincia, compresa quella modenese.

Non lo ha affatto nascosto Vito Roberto Tisci, presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC ospite “da remoto” lunedì sera su della trasmissione televisiva “Zona D” dedicata al calcio minore: «Se a settembre – ha dichiarato – il virus sarà ancora circolante sarà assai difficile che si possa ripartire: gli spogliatoi comuni, i pulmini usati per trasferte o in genere spostamenti sono situazioni inconciliabili con il permanere di un rischio contagio».

Fattori pratici dunque, alla base di questo realistico scetticismo, ma anche psicologici: «Dobbiamo evitare che i ragazzi possano vivere dei traumi sul piano emotivo. Quanto ai genitori, se sono timorosi di fronte a un’ipotesi di ripresa dell’attività li capisco: fossi uno di loro starei ben attento a mandarli in impianti non idonei alla situazione e con rischio assembramento».

Un freno le parole di Tisci, anche potente, agli slanci di chi vede nel 25 maggio, data indicata a livello nazionale per la riapertura dei centri sportivi dilettantistici, la possibilità di far già riassaporare ai ragazzini la gioia del campo; operazione già peraltro anticipata a Formigine, su delibera comunale previo accordo con le società sportive stesse, da A.C. Formigine e Pgs Smile. «So – dice Tisci - che alcuni in giro fremono, ma bisogna stare attenti».

Capitolo chiuso allora per il calcio giovanile 2020/21? «Al momento – ha affermato il dirigente – non si può fare alcuna previsione su una riapertura delle scuole calcio a settembre, ma se ci fossero le condizioni dal punto di vista sanitario sarà giusto ripartire, e me lo auguro perchè le società calcistiche e sportive in genere per i ragazzi sono dei presidi sociali. Qualcuno in giro propone una ripresa a gennaio del prossimo anno, ma se il contagio si fosse quasi azzerato con l’estate trovo inutile attendere per verificare un’eventuale risalita a ottobre-novembre della curva epidemica. Tanto, se ciò dovesse accadere non si riprenderebbe né a gennaio nè in giugno…».

Un’ultima battuta Tisci la riserva alle problematiche economiche: «La normativa approvata dalla Regione Emilia Romagna sui voucher alle famiglie per l’attività sportiva dei figli è ottima, ma non basta, dovranno farsi carico della situazione anche Stato e singoli Comuni. E i sussidi economici ai club devono essere solidi e immediati: se un contributo arrivasse tra un anno una società, anche dovesse riceverlo, potrebbe essere ormai persa». —

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