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svolta per la lega pro 

In C adesso si riapre tutto Ghirelli contro la decisione «Non possiamo giocare»

g.buc

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Tutto da rifare. Tutto molto complicato se non impossibile. La Lega Pro (serie C) aveva deciso di chiudere così: Monza, Vicenza e Reggina, capolista dei rispettivi gironi, in B, quarto posto (forse) al Carpi dopo calcoli matematici e niente retrocessioni.

La Federazione italiana giuoco calcio, però, ha imboccato un’altra strada, ha riaperto i giochi e restituito al campo ogni risultato finale, compresa la definizione, da fare, di chi chiamato a scendere di livello. La svolta ha fatto sobbalzare Francesco Ghirelli, il numero uno di categoria. «Noi – afferma Ghirelli – non possiamo giocare. Noi non possiamo garantire la salute dei giocatori: lo hanno anche scritto i sessanta medici delle sessanta società di Lega Pro visto che non è attuabile alcun protocollo per la sicurezza».

lo strappo

Ghirelli e Gravina, numero uno della Figc, sono legati da un rapporto di stima e di rispetto e da vedute comuni: particolare non da poco nel quadro delle alleanze elettorali in federazione. Adesso, però, si consuma lo strappo dopo che per Gravina il merito sportivo deve restare la stella polare anche nell’incertezza. La sensazione è che finirà con una Lega Pro dove i verdetti verranno decisi dai play-off e dai play-out senza che l’intera compagnia si rimetta in moto.

In attesa, molto probabilmente già nella prossima estate, della rivoluzione dentro al calcio professionistico: c’è chi parla di una cura dimagrante dalle cento squadre fra serie A, B e C alle sessanta con due gironi della B o uno solo della C. Gravina, norme alla mano, può farlo. E farlo in fretta. Chi festeggia, intanto, è il Bari di De Laurentiis che punta alla B con i play-off. —

g.buc

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