Gazzetta di Modena

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la fase 2 della serie a 

La Federcalcio ora ha un piano Playoff e playout se c’è lo stop

Guglielmo Buccheri

Il presidente Gravina: «I verdetti devono essere ottenuti per meriti sportivi»  Il 20 agosto ultima chiamata per concludere il cammino dei campionati

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Il piano-B, adesso, c’è. E assume una doppia direttrice a seconda dei possibili eventi. Il punto di partenza, o meglio, ripartenza del nostro calcio deve passare, necessariamente, dall’esame governativo in agenda per giovedì prossimo: in caso di verdetto positivo, palla al doppio binario pensato e votato dalla Figc.

Cosa accadrebbe se il campionato dovesse ricominciare per frenare di nuovo senza conseguenza troppo ingombranti? Davanti ad un’eventuale, nuova, sospensione sulla scena del calcio italiano entrerebbe un finale suggestivo: play-off per scudetto e Champions League con posti di consolazione in Europa League e play-out per definire la triste condizione delle retrocesse. E se il nuovo stop si traducesse in una frenata senza più possibilità di tornare in campo anche se per una breve parentesi? A quel punto, la classifica verrebbe scritta applicando oggettivi coefficienti correttivi con il criterio, ad esempio, del rapporto fra punti fatti e partite disputate.

format da rivedere

Il consiglio della Figc ed il suo presidente Gravina si sono potuti spingere così avanti grazie ad un passaggio dentro all’ultimo provvedimento governativo che assegna al vertice federale la facoltà di rivedere il format della stagione in corso d’opera vista l’eccezionalità dei tempi.

E il consiglio della Figc lo ha fatto anche per mandare un avviso ai naviganti: la guida è il merito sportivo e poco importa se viene espresso attraverso un finale di stagione come da tradizione o con una novità (play-off e play-out) mai vista.

Tradotto: remare contro o a favore di una ripartenza che verrà decisa fra sette giorni dall’esecutivo non ha alcun senso visto che dal campo, se ripartenza sarà, occorrerà passare.

Il 20 agosto

Il piano B messo a punto in queste ore fa valere la sua efficacia non solo per la serie A, ma anche per B e Lega Pro e si accompagna a una data, quella del 20 agosto, come ultima chiamata per concludere il cammino. Aver scelto il 20 agosto è un modo per allinearsi a quanto potrebbero decidere altre realtà in giro per l’Europa ed è l’assist migliore per creare quelle finestre in più necessarie per dare il giusto spazio alla Coppa Italia e per restituire un po’ di fiato allo stesso campionato.

Semifinali di ritorno e atto finale del trofeo nazionale potrebbero trovare una nuova collocazione tra fine luglio e metà agosto, la serie A evitare una corsa senza sosta dal 13 giugno in avanti (la ripartenza potrebbe slittare al 17 o al 20) ed i club impegnati nelle coppe avere un attimo di respiro in attesa di tuffarsi in Europa.

il no del sindacato calciatori

Sul piano-B si è abbattuto il no della Lega Pro e quello del sindacato dei calciatori. Durissima si è alzata la voce del presidente Tommasi e del suo vice Calcagno davanti ai nuovi passi previsti per l’iscrizione alla prossima stagione.

«Siamo sorpresi e fortemente delusi da una decisione che consentono ai club, dalla A alla C, di pagare un solo mese di stipendio, al netto, di qui alla fine del campionato. I giocatori – spiegano– si sono allenati a marzo, hanno fatto il lockdown a casa seguendo i programmi dei preparatori, tornano ad allenarsi, giocano fino al 20 agosto, e il rischio concreto è che in cinque mesi e mezzo prendano solo uno stipendio». Si annuncia una rivolta. —



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