Una minoranza vittoriosa aveva scritto a Gravina chiedendo almeno i playoff
C’è una minoranza vittoriosa in Serie C: è capitanata da otto società, che prima del Consiglio federale avrebbero inviato una lettera al presidente Gravina manifestando la volontà di disputare i playoff. Istanza accolta, visto che proprio quello sembra diventato l’obiettivo della Figc, considerando che all’ipotesi di terminare il campionato non ci crede quasi nessuno, forse neppure lo stesso Gravina. Le otto rivoltose vanno cercate tra quelle che hanno perso la battaglia in Assemblea di Lega, quando i 59 presidenti avevano votato a maggioranza l’interruzione del campionato e l’attribuzione del quarto posto per merito sportivo, e quindi per media punti al Carpi. In prima fila Bari e Reggiana, che non hanno mai digerito il criterio adottato. Un boccone oggettivamente amaro per entrambe, che hanno realizzato più punti dei biancorossi pur avendo una media inferiore, addirittura di un solo millesimo per i granata. Al treno si è attaccata la Carrarese, che di punti ne ha meno di tutte ma è pur sempre seconda nel Girone A dove domina il Monza. Poi c’è il Padova dell’ex Sogliano, che altrimenti vedrebbe sprecata la propria dispendiosa stagione. Al piccolo e potente esercito protagonista del putsch, composto da molti pluridecorati, sono arruolati anche Ternana, Monopoli, SudTirol, Triestina, Potenza e Catanzaro. Al passo cerca di stare il Catania, che al momento ha però cose più urgenti di cui occuparsi visto che è stato messo in mora dagli stessi giocatori che dovrebbero scendere in campo, pur essendo senza stipendio da gennaio. Tra queste vanno cercate le otto riottose che inviando la lettera alla Figc hanno spaccato l’Assemblea. Sono tutte società in zona playoff, anche perché più si scende verso i bassifondi delle classifica, più aumentano i filo Ghirelli. Tra tutte, la Reggiana ha individuato subito il fronte più caldo, quello dei medici: “Lo staff sanitario della Reggio Audace si prepara ad ottemperare alle direttive impartite dal Consiglio Federale e a porsi nelle condizioni di adeguarsi al nuovo protocollo medico, notevolmente alleggerito rispetto al precedente discusso nella riunione tra i medici del 28 aprile". Un’altra battaglia è appena iniziata. —
F.G.
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